Il sentiero Meda Montorfano: natura e storia in Brughiera

By |2017-12-20T17:00:04+00:0005 dicembre 2015|MY PLACES, Tracce in Brianza|

Con questo post inauguro la sezione dedicata agli itinerari della mia zona, Brianza e Triangolo Lariano in particolare. Come iniziare dunque se non col sentiero Meda Montorfano che dal cuore della Brianza, a Meda, si snoda quasi in linea retta per 21 km lungo la Brughiera Briantea e giunge fino ai piedi del Triangolo Lariano, a Montorfano? Fino ai piedi cioè di quella parte di terra compresa fra i due rami del Lago di Como delimitata a sud da cinque piccoli laghi che partendo da est sono: Garlate, Annone, Pusiano, Alserio e appunto Montorfano.

Domenica scorsa io e Franco decidiamo di percorrerlo in tutta la sua lunghezza partendo da Meda (maggiori indicazioni sul punto di partenza alla fine del post).

Il sentiero si mostra sin dall’inizio interessante e si snoda fra prati e boschi di quercie, betulle, pini, castagni e robinie.

Incontriamo subito la “Zoca dei Pirutit”, laghetto che nasce da un’antica cava abbandonata. Poco distante si trovano le prime indicazioni del sentiero ecologico Meda – Cabiate – Mariano – Olgelasca – Montorfano, tutto ben segnalato con frecce in legno e segnavia bianchi e rossi. Senza fatica tra ponticelli sul torrente Valletta e sentieri in piano raggiungiamo un’altra località di interesse storico, la Cascina Mordina e i suoi due laghetti, realizzati nel 1853 dai proprietari, i nobili Lucini Passalacqua, con lo scopo di irrigare i campi circostanti.

 

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Zoca de’ Pirutit, piccolo laghetto ricavato da una cava di argilla abbandonata.

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Laghetti della Mordina, nel territorio di Mariano Comense, realizzati nell’ 800 per irrigare i campi circostanti su commissione dei nobili Lucini Passalacqua, proprietari dell’omonima Cascina Mordina, tipico esempio di corte rurale, ben conservata. Sul lato ovest della corte si trova un pozzo dal complesso meccanismo di sollevamento dell’acqua, avente probabilmente la funzione di mantenere il livello ottimale dei vicini laghetti.

 

Attraversando la Valle del torrente Terrò giungiamo quindi nell’area nord occidentale di Mariano Comense e da qui proseguiamo sempre nei boschi verso Olgelasca, località del comune di Brenna.

A questo punto siamo a metà del percorso, momento ideale per fare una breve sosta in una tipica trattoria del luogo, Il Barzaghin, che si trova proprio sulla Strada Provinciale S.P. 39 a 200 m sulla destra appena si esce dal bosco.

 

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Un buon panino allieta la nostra uscita prima di proseguire per la piccola Chiesa di San Adriano, che incontriamo di lì a poco, databile intorno al secolo IX. A questo punto il bosco si infittisce e i numerosi sentieri che si intersecano richiedono maggiore attenzione alla segnaletica.

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Superata la linea ferroviaria Como Lecco e superato il torrente Robbia entriamo quindi nella zona di Capiago-Intimiano, dove si susseguono caratteristiche cascine, alcune divenute nel tempo noti punti di ristoro come Cascina Pelada e Cascina Chigollo (Centro Il Grillo).

Il sentiero ci porta dritti sulla strada provinciale Capiago-Montorfano, superata la quale si entra a tutti gli effetti nella Riserva Lago di Montorfano. Qui il dislivello aumenta e sassi, radici, qualche strappetto rendono il percorso decisamente più tecnico. 4,5 km ci separano a questo punto dall’arrivo presso il lido del piccolo lago.

 

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In realtà potremmo dividere l’intero itinerario in tre parti, ognuna delle quali con caratteristiche ambientali proprie. La prima parte, da Meda a Mariano Comense è senz’altro la più facile, percorribile anche da chi fa un uso sporadico della bicicletta. La presenza inoltre di ponti, passatoie e laghetti la rende interessante per le famiglie. Le difficoltà aumentano quanto più ci avviciniamo a Montorfano. Se il primo tratto da Meda a Mariano Comense, che è totalmente in piano, può essere infatti percorso senza alcuna preparazione specifica, non si può dire lo stesso per il secondo tratto da Mariano a Intimiano, dove l’ambiente tipicamente boschivo con radici e piccoli ostacoli rendono la pedalata un po’ più difficoltosa. Le difficoltà quindi aumentano ulteriormente nella terza zona superata la strada provinciale Capiago-Montorfano (SP28) in prossimità del Lago di Montorfano, dove ai classici ostacoli dell’ambiente boschivo si aggiunge un discreto aumento del dislivello con strappetti e brevi discese che richiedono una maggiore dimestichezza. Nel complesso comunque il sentiero è tutto pedalabile e non presenta difficoltà tecniche particolari per il ciclista medio.

Da segnalare la presenza su tutto il percorso di cartelli con informazioni storiche e ambientali, per chi volesse abbinare sport e cultura. Il sentiero Meda – Montorfano è in poche parole un sentiero per tutti.

 

 

Caratteristiche del precorso

Lunghezza: 21,5 kmimage

Aumento quota: 450 m

Difficoltà: Facile/Media

Tempo di percorrenza in movimento: 1h 30′

Da dove partire: noi siamo partiti dalla Chiesa di S. Maria Nascente a Meda (prov. Monza e Brianza). Percorrendo la via Giuseppe Mazzini, si arriva in Piazza Municipio e da qui si imbocca Corso Giacomo Matteotti in direzione nord. Si segue il corso fino alla rotonda, si prosegue dritto in Via delle Fornaci. Tenendo la destra si raggiunge la SP221 (Via Santa Maria). Si svolta a sinistra e si prosegue dritto fino a trovare via delle Betulle sulla destra, che  conduce direttamente nel Parco della Brughiera.

 

 

 

 

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