L’escursione di domenica scorsa si è svolta nello splendido scenario della dorsale del triangolo lariano. La dorsale del triangolo lariano è una delle vie più frequentate dagli appassionati di trekking e di mountain bike nella zona di Como. Si tratta di un percorso lungo 30 km che tramite carrarecce e comodi sentieri attraversa il territorio compreso tra i laghi di Como e Lecco partendo da Brunate fino a Bellagio. Si snoda ad un’altezza media di 1.200 m e offre scorci paesaggistici davvero unici sul lago di Como, le Prealpi lombarde, le Alpi e tutto il circondario del triangolo lariano. Il percorso è segnato con bandierine tricolori – rosse, bianche, rosse – che portano il numero 1 in campo bianco.

La dorsale con le sue numerose varianti è spesso la destinazione delle mie escursioni anche per la sua vicinanza da casa, il punto di arrivo dei miei giri, raggiunta tramite le ripide e impegnative vie di accesso.

Ammetto di non averla mai percorsa in tutta la sua lunghezza. In particolare mi manca l’ultimo tratto dall’Alpe di Terra Biotta a Bellagio.

Domenica scorsa decidiamo di percorrere la dorsale fino a dove i limiti di tempo e di gambe ce lo consentono passando da Brunate, suo inizio ideale. Io, Franco ed altri tre amici partiamo da Albavilla (Como). Questa volta non saliamo subito in verticale verso l’Alpe del Vicerè come spesso succede, bensì ci dirigiamo in direzione Como e raggiungiamo Brunate tramite il sentiero della Valle di Ponzate. E’ la prima volta che entro in questa valle caratterizzata da una fitta vegetazione e da un reticolo di sentieri molto ampi. E’ incredibile che ci siano ancora luoghi nella zona per me assolutamente nuovi!

In successione raggiungiamo Brunate, il Faro Voltiano e sempre salendo prendiamo la strada “delle Baite” di cui ho già parlato in un PRECEDENTE POST. Incontriamo Baita Carla (997 m), Baita Bondella (1.075 m) e Ristoro del Boletto Fabrizio (1.180 m). Magnifica la vista sulla catena alpina e la pianura sottostante. Superato il Ristoro Boletto procediamo a sinistra sul versante nord della dorsale da cui si gode già di una splendida vista sul lago di Como e restando più o meno in quota raggiungiamo la Bocchetta di Molina (1.116 m).

Seguendo il sentiero della Dorsale entriamo in un bellissimo e suggestivo bosco di faggi (“Senteé di Foo”, il sentiero dei faggi) che ci conduce alla Bocchetta di Lemna (1.115 m).

Questo sentiero lungo circa 3,5 km attraversa il versante nord del Monte Bolettone e presenta qualche tratto tecnico che richiede una certa attenzione se non si vuole finire a valle! A parte un paio di brevi passaggi è comunque tutto pedalabile. E’ completamente esposto a nord quindi in caso di neve o maltempo potrebbe essere difficilmente percorribile fino a primavera inoltrata.

La Dorsale prosegue quindi per il Rifugio Riella (1.275 m) tramite ampia carrareccia caratterizzata da un susseguirsi di brevi tratti impegnativi in quanto a pendenza.  E’ sempre bello arrivare al Rifugio Riella! E’ una soddisfazione non solo perché arrivare qui in bicicletta non è uno scherzo, ma anche per il bellissimo panorama sul lago di Como che nelle giornate di sole non lascia indifferenti. L’incontro casuale con conoscenze di vecchia data è il giusto pretesto per una sosta. Sarà un po’ di stanchezza, sarà la bellezza del luogo, ma ripartire mi sembra un po’ un’ingiustizia. E soprattutto so che ci aspetta ancora tanta salita! Non sono al meglio, ma da quando ho in previsione la Hero mi sono fissata con questa storia del dislivello e i 1.500 m fatti fin qua sono un po’ pochini!

Proseguiamo quindi sulla Dorsale. Fino alla Colma di Sormano si rimane per un lungo tratto in quota tra continui saliscendi passando da Cippo Marelli (1.293 m), dove troviamo un simpatico gruppo di asini al pascolo, e Bocchetta di Caglio (1.124 m).

Ormai abbiamo deciso di arrivare fino all’Alpe di Terra Biotta, ma da una via per me alternativa che non avevo mai fatto: la Val di Torno. Seconda novità di giornata dopo la Valle di Ponzate! Dalla Colma di Sormano scendiamo al Pian del Tivano ed entriamo in questa valle tramite la strada agricola che parte all’altezza del ristorante Binda. 4 km di salita con una pendenza media del 6% e una valle dal tipico aspetto montano ci riconducono sulla dorsale del triangolo lariano. Da qui si continua a sinistra in loc. Alpe Spessola (1.237 m) e sempre tramite ampia carrareccia verso la Bocchetta di Terrabiotta (1.436 m) che è anche la nostra destinazione finale e il punto più alto dell’escursione.

Dalla Bocchetta di Terrabiotta la vista sul lago, sul promontorio di Bellagio e le montagne circostanti è eccezionale. Un vero e proprio balcone panoramico che merita assolutamente una sosta.  Ci concediamo qualche minuto, oggetto della conversazione ovviamente è la bellezza del luogo e solo un forte vento ci costringe a ripartire, a prendere la strada del ritorno. Torneremo ad Albavilla ripercorrendo la dorsale fino al Rifugio Riella, proseguendo quindi in discesa per Capanna Mara, Alpe del Vicerè e Zoccolo.

2000 m di dislivello, una sessantina di chilometri fatti e un proposito: la prossima volta arrivare fino a Bellagio.

I compagni di viaggio sono stati Franco, Roberto, Sergio e Davide. Un grazie in particolare a Sergio che ci ha fatto conoscere la valle di Ponzate e la valle di Torno. Grazie anche ad Alessandro, incontrato per caso, che ci ha tenuto compagnia dal Rifugio Riella alla Colma di  Sormano.

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Dorsale del triangolo lariano

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