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Qualche pensiero alla vigilia della Granfondo Milano

By |2018-03-11T19:39:29+00:0016 settembre 2017|MY CYCLING MOMENTS, Progetti|

Un mese e mezzo fa (detto così sembra una vita!) è nato My Cycling Moments, una sorta di progetto contenitore dentro cui mettere le mie esperienze “on the road” in bici da corsa, con due obiettivi: lo Stelvio e la Granfondo Milano.

Non ho centrato il primo obiettivo, lo Stelvio, per le condizioni meteo avverse, però in compenso quel giorno ho partecipato alla Granfondo Scott di Piacenza che mi ha regalato delle soddisfazioni un po’ inaspettate. Dimostrazione che come dico sempre un’occasione persa è una nuova opportunità che nasce.

Ora eccomi al secondo obiettivo: la Granfondo Milano. Domani mattina partenza da Bresso per una pedalata seria sulle strade della Brianza.

Che già non mi sembra vero. Non ricordo una Granfondo in Brianza dall’epoca della Gianni Bugno, cui partecipai proprio durante l’ultima edizione nel 2010. Ho ancora la maglia di quell’edizione che ricordava a 20 anni di distanza il Giro d’Italia 1990 dominato da Bugno in maglia rosa dalla prima all’ultima tappa. Di quella granfondo ricordo bene gli ultimi chilometri quando lo stesso Bugno in sella alla sua bici affiancò il nostro gruppo e scherzosamente ci chiese di “portarlo” fino all’arrivo.

Quest’anno avevo detto “niente gare” e invece ecco che sono alla seconda. Che poi la parola “gara” quando si parla di granfondo è da prendere un po’ con le pinze.

Diciamo che il popolo delle granfondo si divide in due tipologie: quelli da classifica, con un proprio personale obiettivo frutto spesso di allenamenti, tabelle e alimentazione da veri atleti – e per questi chiaramente una granfondo E’ UNA GARA –  e quelli invece che fanno della prestazione una questione del tutto personale, partecipano per pedalare in compagnia, vedere posti nuovi, fare percorsi inediti, “quello che arriva arriva” “l’importante è non farsi male” “godiamoci la giornata” – e per loro una granfondo E’ UN EVENTO.

Queste sono le due posizioni estreme. In realtà in mezzo ci sono una serie di situazioni diciamo ibride, del tipo che “partecipo per partecipare ma quando mi trovo in mezzo mi scatta l’ansia da prestazione”. Leggendo il mio articolo post-partecipazione alla gf Scott di Piacenza risulta chiaro che attualmente questa è la situazione che più mi rappresenta.

E allora come mi sono preparata a questo secondo obiettivo? Argomento spinoso e delicato quello della preparazione. Delicato perché è arduo e a mio parere anche scorretto parlare seriamente di preparazione atletica se non si è un preparatore professionista o non si è almeno seguiti da un professionista.

In assenza di una preparazione specifica è inoltre difficile anche solo esprimere un giudizio su ciò che si è fatto, perché qui si entra nel campo dell’interpretazione personale. A essere troppo modesti per esempio si rischia la figuraccia, se poi per caso esce un buon risultato.

Mi spiace deludere qualcuno però preferisco dire che non mi sono preparata in senso stretto, ma ho semplicemente pedalato… a sensazione, nei ritagli di tempo, per passione.

Domani sarò al via della Granfondo Milano per partecipare ad un EVENTO pur sapendo che partito il cronometro ci metterò il massimo impegno. E poi ho una voglia pazzesca di pedalare, che è la cosa più importante. 142 km nelle ultime due settimane di cui gli ultimi fatti 5 giorni fa. Praticamente in crisi di astinenza.

Per la cronaca l’evento è sold out. Partenza da Bresso (MI) alle 8.00 e questa cosa sì mi mette un po’ d’ansia perché significa che dovrò alzarmi prestissimo domani mattina!

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