La mia Granfondo Milano chiusa con soddisfazione

By |2018-03-11T19:38:44+00:0017 settembre 2017|MY CYCLING MOMENTS, Progetti|

Se due settimane fa a Piacenza mi ero fatta prendere dalla smania di classifica, oggi posso dire di aver fatto la mia prima granfondo con spirito libero. Libero da aspettative e ansie da prestazione. La media di 28,46 km/h contro i 32,07 km/h di due settimane fa ne sono la dimostrazione.

Contenta? Sì, perché comunque le sensazioni sono state ottime. Gambe leggerissime subito dalla partenza fino alla fine. Sicuramente gli ultimi cinque giorni di completo riposo sono serviti anche a questo. Dimostrazione che nella settimana prima di una prova sportiva conta di più quello che non si fa mentre il rischio è piuttosto strafare nel tentativo di recuperare il lavoro non fatto in precedenza.

Nonostante la logistica si trovi a Sesto San Giovanni, cioè 25 km da casa, riusciamo quasi ad arrivare in ritardo.

Ritiriamo il pacco gara dopo le 7.00, quindi oltre l’orario indicato, e le maglie della mia taglia purtroppo sono esaurite. Mi dicono però che se voglio me la spediscono a casa tra qualche giorno, devo solo compilare un modulino. Cosa che faccio nella speranza che sia vero. Questa maglia blu e nera mi piace.

La maglia personalizzata della manifestazione è la cosa che gradisco di più in un pacco gara. A casa ho ancora le maglie della Bugno, la Pantani, la Polti, la Hero, la Marathon Bike, …

Io e Franco entriamo in griglia una ventina di minuti prima della partenza. Anche questa volta nessuna “ansia da griglia”, cioè quell’ emozione che prende prima di una gara.

Partenza molto tranquilla, almeno nelle retrovie. I primi chilometri fino a Monza sono sostanzialmente su circuito cittadino. Gli incroci e i semafori sono tutti presidiati. Insolito pedalare sulle strade dell’hinterland milanese senza curarsi del traffico, che comunque alle 8 di domenica mattina non è nella sua forma migliore (o peggiore?)

Gli amici che non ho visto alla partenza li trovo pedalando. Con qualcuno riesco a scambiare due chiacchiere.

Dopo una ventina di chilometri si entra nel cuore della Brianza e la città sembra cosa lontana. Qui inizia il percorso collinare.

Attendo con ansia il primo ristoro perché non ho con me neanche una barretta. Una cosa questa da non fare, ma a volte nonostante l’esperienza mi comporto da vera principiante!

Il ristoro arriva intorno al quarantesimo chilometro. Decido di aspettare mio marito, intanto mangio una tortina e rimedio qualche foto. Quando Franco arriva, ripartiamo. Sto per mandare giù l’ultimo boccone quando ecco che inizia la prima salitella tosta, la Fornace, con punte del 13%.

Un attimo di disappunto per la sorpresa, ma stringiamo i denti e una pedalata dietro l’altra si va. Seguirà il Lissolo, salita storica della Brianza. Le gambe girano che è una meraviglia. Non ricordo di averlo mai fatto, il Lissolo, così in scioltezza. Di acido lattico neanche l’ombra.

Gli ultimi 20 km sono di avvicinamento alla città e si vede. La macchina di fine gara ci ha già superati quindi strade aperte al traffico e da queste parti la parola traffico andrebbe scritta con la lettera maiuscola.

Fortunatamente per questi ultimi chilometri trovo dei compagni con cui condividere gli ultimi sforzi. In pianura a velocità elevata è meglio e più sicuro stare in gruppo.

Come sempre sono contenta di aver partecipato e, se posso dirlo, anche piacevolmente stupita del 5° posto di categoria su 37 e 13° assoluta su 52.

Questa volta sono riuscita a fare qualche foto sul percorso 🙂

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