Vodafone Milano Ride e Deejay 100: un weekend da Gigabiker

By |2018-03-11T19:36:26+00:0026 Settembre 2017|BIKE LIFE, Eventi|

Si è appena conclusa la prima edizione della Vodafone Milano Ride, il grande evento che per tre giorni ha trasformato Milano nella capitale del ciclismo e di cui vi ho già parlato nel precedente articolo. Anch’ io in qualità di bike blogger ho partecipato. E come avrei potuto non farlo?

Ciclismo, Milano, prima edizione: praticamente una combinazione irresistibile! E proprio perché non ho resistito ci sono andata subito venerdì 22, al primo giorno di apertura del Deejay Village allestito presso il Velodromo Vigorelli. Avevo inoltre in programma la partecipazione di ieri alla Deejay 100, la mediofondo su strada di 100 km voluta da Linus & company. Forse l’evento più atteso tra quelli previsti nella tre giorni.

Venerdì pomeriggio al Deejay Village erano presenti Linus e Brumotti, anima e testimonial della Vodafone Milano Ride. Già attivo anche il Vodafone Bike Hub, il centro bike di Vodafone con tante attività divertenti e premi per i visitatori, tra cui la sfida sui rulli con tanto di classifica virtuale a cui ovviamente ho partecipato. Sempre venerdì ho ritirato il pettorale e il ricco pacco gara della Deejay 100 che comprendeva la maglia dell’evento, presentata nei giorni scorsi da Linus con un post su Instagram.

Degli eventi in programma ho scelto di partecipare alla Deejay 100, assecondando così la mia anima da ciclista sportiva che nell’ultimo periodo ci ha dato dentro con le granfondo. Non sarebbe stato male però partecipare anche alla Milano Light, giro in città di 15 km aperto a tutti e in programma sempre domenica mattina.

La mia avventura alla Deejay 100 inizia con sveglia all’alba, treno alle 6.15, arrivo al Vigorelli – punto di partenza e arrivo della gara – alle 6,50. Forse l’ho già detto ma adoro l’atmosfera della città che si sveglia. Col passare dei minuti il popolo della bicicletta intorno al Velodromo diventa sempre più numeroso e io ancora per una volta sono semplicemente contenta di esserci.

Passo i minuti che precedono l’entrata in griglia nel Deejay Village dove è allestito il Vodafone Bike Hub oltre agli stand di altri sponsor e partner della manifestazione. Ho il piacere di conoscere Elena Martinello, blogger che seguo da tempo. E sarà proprio con lei che condividerò buona parte della gara compresa l’attesa in griglia.

Il numero di pettorale (82, che a pensarci adesso è numero pari e il pettorale pari di solito mi porta bene!) mi consente una pole position strepitosa. I vip sono tutti li davanti. Da Brumotti che intrattiene il pubblico come lui sa fare a Linus, Nicola Savino, ex professionisti e invitati vari. Si respira un’aria leggera. Della classica tensione pregara neppure la traccia. Anche la presenza di Elena è favorevole. Avere qualcuno con cui chiacchierare e condividere il momento è tra le cose che funzionano meglio prima della partenza. Comunque sono rilassatissima.

L’unica preoccupazione è solo il percorso sulla carta così veloce. A dire il vero me la sono sempre cavata bene anche in pianura (ho caratteristiche da passista-scalatrice). Non nascondo però che spesso nelle granfondo accolgo con sollievo la salita soprattutto quando si presenta dopo tanti chilometri di pianura.

Pronti, partenza, via! E’ iniziata ufficialmente la Deejay 100. I primi chilometri in città sono controllati ma mi sembra che si viaggi comunque intorno ai 30 km/h. Pavé, spartitraffico, rotaie, marciapiedi. In poche parole da subito bisogna attingere alle doti di ciclista con esperienza nonché biker navigata. Certo, vedere Brumotti che salta sullo spartitraffico come io scavalco un tombino a fil di strada fa un certo effetto!

Usciti dalla città, sciolte le briglie ecco che inizia la danza. Velocità, tantissime rotonde con continui rilanci, curve e qualche tratto di pavé nei centri abitati che incontriamo. La zona è quella del Parco Sud.

Siamo belli compatti, c’è anche Elena. Per tutta la gara metto in pratica l’arte dello stare in gruppo. Eh sì, perché questa è una cosa che si impara col tempo e che su un percorso di questo tipo può fare davvero la differenza. Forse la cosa che mi piace di più delle gare su strada.

Quando circa a metà del percorso dopo una quarantina di chilometri incontriamo due strappetti (gli unici oltre a qualche cavalcavia), è un po’ come avere un miraggio. O per meglio dire sembrano un po’ degli intrusi inopportuni messi li solo per rovinare la festa.

Comunque se nei primi 50 chilometri ho mantenuto l’atteggiamento di quella che l’importante è partecipare e non fare brutta figura ma soprattutto non esagero perché non voglio andare in crisi negli ultimi 20 km, dopo il cinquantesimo chilometro sento che posso farcela. In fondo l’unica cosa che devo fare è stare quanto più possibile nella pancia del gruppo. Il ristoro? Esperienza fugace praticamente nulla.

Dopo qualche chilometro a velocità che a dire il vero mi sembra piuttosto contenuta, si aumenta il ritmo e negli ultimi 20 km capisco che se mollo un attimo sono perduta . Non chiedetemi del paesaggio, per tutto il tempo ho avuto davanti a me solo biciclette e in particolare le ruote di chi mi stava davanti. Testa bassa e menare. Alla fine ho le gambe che girano ancora bene, di acido lattico nemmeno l’ombra e non mi sembra vero.

Quando entriamo di nuovo a Milano, nei cinque km che precedono l’arrivo troviamo ancora pavé, transenne e marciapiedi e tutto insieme mi sembra divertimento allo stato puro. Al cartello dei meno 500 mt mi sento la Bronzini alla prova in linea del mondiale. Arrivo insieme a un gruppo di simpatici ragazzi che tagliano il traguardo tenendosi per mano, così che i fotografi possono immortalare il momento. Mi rendo conto che sto rovinando loro la foto ma so che mi perdoneranno per questo 🙂 E infatti dopo l’arrivo felicissimi ci scambiamo i complimenti di rito. Uno di loro mi dice che meno come un fabbro e in quel momento mi sembra un complimento fantastico.

Sono contentissima – come sempre quando taglio il traguardo – ma questa volta ancora di più, perché non sono mai andata in crisi nonostante l’andatura vivacissima. 108 km in 2h 58′. Piazzamento: 11° assoluta donne e 6° di categoria.

Al Vigorelli c’è davvero tantissima gente. Fino alla fine mi godo l’aria di festa. Incontro amici e poi c’è ancora Elena che bravissima è arrivata 3° di categoria. Non male per essere alla sua prima granfondo!

Trovate tutti i risultati della Deejay 100 e delle altre prove che si sono svolte durante la Vodafone Milano Ride sul sito ufficiale della manifestazione:

www.vodafonemilanoride.it

 

L’impressione è che questa prima edizione della #VodafoneMilanoRide sia andata molto bene. Anche il mio weekend da #GigaBiker è stato perfetto!

deejay 100

 

Questo è il video fatto proprio prima della partenza della Deejay 100 da Brumotti.

 

Buzzoole

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