Alla scoperta della Val Pellice tra bici, gastronomia e storia

By |2018-03-11T19:33:02+00:0010 Novembre 2017|I ride, MTB|

Natura, bici, accoglienza, storia, gastronomia. Proprio come in un test psicologico di associazione queste sono le cose che direi se qualcuno dovesse chiedermi: “a cosa pensi se dico weekend in Piemonte presso Agriturismo Turina a Bricherasio (TO)?”.

Ospiti di questa accogliente struttura ai piedi della Val Pellice, io e mio marito abbiamo trascorso due giorni alla scoperta di un territorio che per noi era sconosciuto. E le cose che ci hanno positivamente impressionato sono state diverse.

Tanto per cominciare quando si arriva a Bricherasio e si lascia la strada statale per raggiungere l’agriturismo, quello che colpisce subito sono le coltivazioni di kiwi. Sono proprio i filari di questo frutto che ci introducono nella tranquillità dell’agriturismo, dove ad accoglierci troviamo la proprietaria, Rossana Turina.

Ad accoglierci nell’ampio e caldo loft anche un cesto di benvenuto fatto con prodotti alimentari “chilometro zero”.

Arriviamo a sera inoltrata ed è buio. Dal terrazzo del soggiorno, noi che siamo già in collina, scorgiamo le luci in lontananza della pianura e possiamo solo immaginare quello che ci circonda. Nella mia mente penso semplicemente al weekend che ci aspetta in sella alle nostre mountain bike. In fondo siamo cui per pedalare. Il programma infatti prevede due escursioni in Val Pellice con sosta presso altrettanti rifugi della zona.

Prima di questa esperienza, devo ammetterlo, non conoscevo affatto la Val Pellice, valle alpina a sud di Torino che prende il nome dal torrente che la percorre e converge verso il massiccio del Monviso. Prima di partire cerco di rimediare come posso a questa mia ignoranza e così scopro per esempio che oltre alla bellezza naturale di questa valle e alle sue attrazioni paesaggistiche, ci sono molti punti di interesse storico. In particolare la Val Pellice è una delle tre Valli Valdesi e la sua storia è strettamente legata alla comunità valdese per secoli perseguitata, fino al 1848 quando il Re Carlo Alberto di Savoia riconobbe ai valdesi i pieni diritti civili.

Dopo qualche informazione di ordinanza e l’ottima colazione con torta di mele fatta in casa, sabato mattina partiamo per l’escursione in programma.

 

PERCORSO: BRICHERASIO – TORRE PELLICE – SEA DI TORRE – RIFUGIO BARFE’ (pranzo) e ritorno.

35 KM, 1000 MT DI DISLIVELLO POSITIVO

Con noi Davide Turina esperto biker che ci fa da guida e Marco Angeletti del blog Agenda degli Appunti che per l’occasione è anche tester della Bergamont e-trailster 8.0. Dopo qualche chilometro incontreremo altri amici di Davide che ci accompagneranno in questa escursione.

In ordine: passaggio tra i frutteti, caffé a Torre Pellice e poi la salita. Dura e spietata. Al punto che inevitabilmente invidio Marco in sella alla sua Bergamont e-bike (bici dal carattere all-mountain e poi ha un colore stupendo!).

La salita inizialmente su carrozzabile asfaltata ci allontana definitivamente dai centri abitati. Boschi di castagni, colori autunnali resi ancor più intensi dal contrasto con la giornata nuvolosa, resti di antichi insediamenti rurali e poi la bagna cauda presso il Rifugio Barfè, in un ambiente intimo e accogliente. Ottimo intermezzo gastronomico prima di proseguire il giro e scendere di nuovo a valle.

 

Val Pellice

 

Ecco svelata la ricetta della BAGNA CAUDA direttamente dal gestore dei rifugio. Io proverò senz’altro a cucinare questo piatto tipico, ma qualcosa mi dice che non sarà la stessa cosa.

BAGNA CAUDA per 10 persone (ricetta del Rifugio Barfè)

700 gr acciughe sotto sale
2 teste d’aglio
2 l. panna da cucina
1 bicchiere olio extra vergine d’oliva

Pulire e dissalare le acciughe.
farle fondere a fuoco lento con l’olio (senza farlo bollire),
aggiungere l’aglio tritato fine,
aggiungere la panna,
cuocere dolcemente per circa mezz’ora.

Servire nel fujot con le verdure (patate lesse, peperoni al forno, rape, cipolle, cardi, topinambur, cavolo, insalata belga)

La ricetta originale tipica prevede 1 testa d’aglio per persona e non prevede l’uso della panna. Molti aggiungono noci tritate o fanno bollire l’aglio nel latte dopo aver tolto il germoglio verde.

La sosta al Barfè scardina il cliché del piemontese che lo vuole persona severa con un forte senso del dovere e talmente dedito alla disciplina da tendere alla chiusura.

Così dopo un bel momento di convivialità con gli altri ospiti del rifugio e la pancia bella piena scendiamo a valle attraverso un sentiero nel bosco un po’ esposto e con tante curve a gomito. Per questi motivi e per il mare di foglie che limitano la visibilità del terreno sono costretta a fare qualche tratto a piedi mentre i più abili riescono a percorrere il sentiero tutto in sella.

Quando rientriamo all’Agriturismo Turina è ormai sera. Sistemiamo le nostre bici nello spazio adibito e saltiamo le operazioni di lavaggio. I mezzi non sono infatti molto sporchi nonostante qualche goccia di pioggia sul finale.

La bagna cauda al Barfè è stato un primo e ottimo preludio dell’ esperienza gastronomica che troverà seguito la sera stessa presso il Ristorante La Nicchia a Cavour.

A Cavour dal 4 al 12 novembre si tiene la manifestazione TUTTO MELE che giunta alla sua 38° edizione vuole valorizzare la coltivazione del melo e in generale la frutticoltura della zona. Addobbi, vetrine a tema e un menù, quello che ci propone La Nicchia, che con estro e fantasia inserisce la mela come ingrediente caratterizzante. Peccato che alla “spalla di maiale pesante Piemontese cotta al forno con Sidro, rafano e mele GAMBA FINA” sono costretta ad arrendermi!

Il Pinerolese è da sempre una terra vocata alla frutticoltura di qualità ed è proprio questo che la STRADA DELLE MELE vuole valorizzare. Si tratta di un percorso di 63 km che tocca 14 comuni da fare a cavallo o in bicicletta sulle strade bianche e asfaltate segnalate. Un motivo in più per tornare presto da queste parti.

Il giorno seguente purtroppo piove come da previsioni. Purtroppo per noi che dobbiamo rinunciare all’escursione in mtb che ci avrebbe portati a 1.700 m. di altitudine con pranzo presso il Rifugio Jervis. In realtà il resto della popolazione piemontese e non solo sperava nella pioggia. Non al punto da creare disastri ma abbastanza da risolvere il problema di siccità che affligge tutta la penisola da settimane.

Il pensiero che sì, in fondo è giusto così, prima o poi doveva piovere mitiga un po’ forzatamente la delusione. Delusione che di fatto viene spazzata via definitivamente quando decidiamo di trasformare un’ occasione persa nell’opportunità di conoscere il territorio sotto altri aspetti. In fondo può capitare di trovare la giornata storta e allora che si fa? Cosa c’è da vedere se non si pedala?

Oltre ad altre attività outdoor come il trekking e il kayak (ma per quest’ultimo non siamo ancora attrezzati!) la zona offre tantissimo anche dal punto di vista storico e culturale. Saluzzo, Cavour, Pinerolo, per non parlare delle Residenze reali del Piemonte tra Torino e dintorni.

La dominazione sabauda e l’occupazione a più riprese dei francesi hanno caratterizzato fortemente questa zona e tra le tante cose da vedere scegliamo il centro storico di Pinerolo con le sue chiese e la cattedrale nella bellissima piazza San Donato. Piazza sulla quale si affaccia la casa in cui Silvio Pellico trascorse parte dei suoi anni giovanili. Con noi sempre Davide Turina, impeccabile nelle vesti di accompagnatore.

A Pinerolo scopro che ci sono anche un sacco di porte interessanti!

I colori dell’autunno sempre a farci compagnia fino a scivolare dolcemente verso il pranzo, che consumiamo da L’Oragiusta. Per me hamburger di bovino razza piemontese per concludere questo nostro weekend che si è rivelato MOLTO GASTRONOMICO, oltre le aspettative. A cominciare dal cesto di benvenuto gentilmente elargito da Macelleria Caffaratti di Bricherasio, La Rivà Azienda Agricola VitivinicolaGalup e sempre Agriturismo Turina.

Io e Franco torneremo ancora a Bricherasio presso l’Agriturismo Turina. Perché abbiamo ancora tante cose da vedere, un conto in sospeso con l’escursione al Rifugio Jervis, la strada delle mele da percorrere e perché grazie all’accoglienza della famiglia Turina ci siamo sentiti  come a casa. Parlando con Davide Turina abbiamo inoltre scoperto che per gli amanti della mtb ci sono tanti percorsi che si snodano dalle colline circostanti alle alte montagne.

Probabilmente torneremo con amici. Gli appartamenti e i loft della struttura sono infatti adatti ad ospitare anche più persone.

Chi si prenota a nome BIKE HABITS avrà il 10% di sconto per un soggiorno minimo di 2 notti.

www.agriturismoturina.it

www.facebook.com/AgriturismoTurina

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