Metti una domenica ai Piani di Artavaggio in fat bike

By | 2018-03-11T19:22:48+00:00 29 gennaio 2018|I ride, MTB|

I Piani di Artavaggio sono una località della Valsassina in provincia di Lecco. Si trovano  a 1.600 m. di altitudine e sono raggiungili da Moggio in funivia oppure a piedi e in bicicletta. Si tratta di un altopiano ai piedi del Monte Sodadura dal tipico aspetto a piramide mentre la vista spazia sulle montagne lecchesi.

In inverno con la neve è una meta molto apprezzata dalle famiglie. Il posto ideale dove i bambini possono imparare a sciare oppure si possono divertire con bob e slitte. Meta molto frequentata anche da escursionisti che a piedi, con le ciaspole oppure gli sci da alpinismo possono esplorare tutta la zona circostante, dal già citato Monte Sodadura (2.014 m.) al Rifugio Nicola (1.900 m.) oppure ancora il Rifugio Cazzaniga Merlini (1.889 m.)

Una località che regala molte soddisfazioni anche agli amanti della mountain bike. Proprio dai Piani di Artavaggio si può scendere in Val Taleggio in provincia di Bergamo e così compiere un giro ad anello con partenza e arrivo a Moggio. Giro che feci la scorsa estate e di cui ho parlato QUI

I Piani di Artavaggio nei mesi invernali sono diventati la mia meta ideale quando voglio divertirmi in mountain bike sulla neve a pochi chilometri di macchina da casa. E’ proprio di poche settimane fa l’escursione da Moggio ai Piani di Artavaggio con la mia mountain bike di ordinanza. Esperienza che mi aveva spinto a scrivere Pedalare in mtb sulla neve: qualche consiglio

Ieri stessa escursione ma questa volta con una fat bike. Una bicicletta muscolare con ruote 26 x 4,6 noleggiata presso il negozio VAM di Moggio. Io, Franco ed altri amici (eravamo in 8) abbiamo “scalato” i 13 km e quasi 900 m. di dislivello positivo che separano l’abitato di Moggio dai Piani di Artavaggio. Con un unico obiettivo: pranzo in rifugio!

Abbiamo trovato tanto sole e temperatura gradevole oltre alla neve. Temperatura talmente gradevole che tutto l’abbigliamento invernale che mi ero portata nello zaino è risultato più che superfluo.

In salita le condizioni della neve sul sentiero ci hanno consentito di procedere senza grossi problemi, agevolati indubbiamente dalle ruote fat che oltre ad essere molto larghe avevano una tassellatura di tutto rispetto. In discesa invece abbiamo avuto tutti un po’ di difficoltà. Il caldo del pomeriggio e l’intenso passaggio di persone a piedi e con gli sci hanno reso la neve poco compatta e alquanto farinosa. Nonostante avessi abbassato molto la sella ho perso l’equilibrio più volte e sudato peggio che in salita.

Inutile dire che ci siamo divertiti tutti tantissimo. Una di quelle esperienze che il giorno dopo si ricordano con nostalgia, soprattutto se il giorno dopo è un lunedì!

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2 Comments

  1. Damiano 13 febbraio 2018 al 10:54 - Rispondi

    Ciao Volevo chiederti se per persone non allenate è fattibile affrontare i 13 km in salita o se è meglio prendere la funicolare e fare un percorso, sempre che ci sia, in quota.

    Grazie mille

    • paolabgood 13 febbraio 2018 al 12:55 - Rispondi

      Non è una salita proibitiva e abbiamo provato a farla anche in compagnia di persone non allenate, cioè che erano alle prime uscite dopo un lungo periodo di stop. E’ quello che è successo anche in occasione dell’escursione che ho raccontato nell’articolo. In caso di neve secondo me le possibilità in quota sono limitate. Se vuoi davvero divertirti la soluzione migliore sarebbe utilizzare una e-bike.

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