Sulle salite del Triangolo Lariano tutto il bello della bici da corsa

By |2018-08-20T16:13:15+00:0020 agosto 2018|I RIDE CONTESSA road edition|

Se la mountain bike è natura, avventura e libertà, la bici da corsa è soprattutto distanza, salite e storia. Nella zona del Triangolo Lariano, quella compresa tra i due rami del lago di Como, ci sono salite storiche, strade panoramiche e una varietà di percorsi in grado di esaltare tutto il bello della bici da corsa. L’ideale per chi vuole unire performance e bellezza. Percorsi in grado di conquistare anche un’ impenitente biker come me.

Onno, Colma, Muro di Sormano, Nesso, Ghisallo. Ad ognuna di queste salite sono legati tanti ricordi, tante volte le ho conquistate, quasi sempre partendo direttamente da casa. Ed è bellissimo quando riesco a metterle insieme in un unico percorso. Come nel giro di ieri: 104 km e 2.030 m. di dislivello.

Canzo – Asso – Magreglio (Madonna del Ghisallo) – Bellagio – Onno – Valbrona – Sormano – Colma di Sormano – Pian del Tivano – Nesso – Bellagio – Magreglio (Madonna del Ghisallo) – Asso – Canzo. Questi nel dettaglio i passaggi di questo fantastico giro.

E’ un giro che si può fare a tutta oppure concedendosi alcune soste sul percorso per recuperare un po’ e per ammirare il paesaggio.

Prima sosta obbligata a Valbrona (in cima alla Onno), alla fontana dedicata ai ciclisti. Un naturale punto di ristoro dopo la salita, dove si trova sempre qualche ciclista intento a riempire la borraccia.

triangolo lariano

E’ d’obbligo fermarsi anche in località Colma di Sormano prima di intraprendere la discesa verso Canzo oppure verso Nesso. Qui alla Colma sono solita fermarmi per uno spuntino. Ci capito sempre in orario di pranzo, non so se è un caso 😉 E’ qui che termina  il celeberrimo Muro di Sormano, tante volte affrontato dai corridori durante il Giro di Lombardia.

Altra sosta d’obbligo prima di arrivare a Magreglio sulla celeberrima salita detta il Ghisallo, anch’essa salita storica più volte inserita nel Giro di Lombardia. A un certo punto sulla destra salendo c’è un bel balcone panoramico con vista su Bellagio e sul lago di Como proprio nel punto in cui si congiungono i due rami.

Per finire ultima sosta a Magreglio dove si trova il Santuario dedicato alla Madonna del Ghisallo, che dal 1949 è patrona dei ciclisti. Il Santuario conserva numerosi cimeli legati al mondo della bicicletta tra cui le maglie e le biciclette di grandi campioni. A lato del Santuario il monumento dedicato a Coppi e Bartali e poco più in là il Museo del ciclismo. In poche parole un luogo che è la mecca del ciclismo e che ogni appassionato dovrebbe visitare almeno una volta nella vita.

Il monumento dedicato a Coppi e Bartali mi emoziona sempre tantissimo.

Questo è quello che si legge sulla targa appena sotto le figure dei due campioni:

…poi Dio creò la bicicletta
perché l’uomo ne facesse
strumento di fatica e di esaltazione
nell’arduo itinerario della vita.
Su questo colle
essa è diventata monumento
all’epopea sportiva
della nostra gente
che sempre è stata
aspra nella virtù
dolce nel sacrificio.

Curiosità: quando Papa Pio XI proclamò la Madonna del Ghisallo patrona universale dei ciclisti (nel 1949) venne organizzata una fiaccolata in bici da Roma. Coppi e Bartali furono gli ultimi due tedofori.

Strade e salite bellissime oltre che ricche di storia nel Triangolo Lariano. Non a caso sono sempre più frequentate da ciclisti stranieri provenienti da ogni parte del mondo.

I RIDE CONTESSA

Bici: SCOTT Contessa Addict Disc 25

#girlpower #RIDEONSCOTT

 

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