Un tranquillo weekend in bici da corsa, tra Stelvio e Gf SCOTT Piacenza

By |2018-09-04T19:18:38+00:0004 settembre 2018|BIKE LIFE, Eventi|

Quante cose si possono fare con una bici da corsa in un weekend? Almeno due: lo Stelvio e la Gf SCOTT Piacenza. Esattamente quello che ho fatto io in sella alla mia SCOTT  Contessa Addict nell’ultimo fine settimana.

Lo Stelvio, una prima volta da incorniciare

Prima di tutto lo Stelvio, da Bormio. Per una serie di circostanze il passo dello Stelvio mancava nel mio curriculum da ciclista e quest’anno speravo proprio di rimediare. Per farlo avevo scelto sabato 1 settembre, giorno fissato per lo Stelvio Bike Day, la giornata dedicata alle biciclette con la chiusura del passo alle auto e veicoli a motore.

Stelvio Bike Day 2018, una giornata dedicata alle bici

E così è stato. A dire il vero ho pensato fino alla fine che forse anche questa volta la tanto agognata Cima Coppi del passo a 2.758 metri di altitudine mi avrebbe attesa invano. Condizioni infatti pessime sulla zona già dal giorno prima con neve sullo Stelvio nella notte. Fortuna vuole che proprio sabato mattina a Bormio (località di partenza della salita al passo) non piova e il cielo non è poi così coperto come si temeva. Fortuna vuole inoltre che non legga una mail dell’organizzazione che proprio sabato mattina recita “nella notte le condizioni meteo sono ulteriormente peggiorate, al Passo dello Stelvio è nevicato. Pertanto lo stesso non è raggiungibile in bicicletta. L’organizzazione, pur presente alla partenza e sul percorso, invita tutti i partecipanti alla massima prudenza…”.

Ignorando totalmente questo avvertimento io e mio marito ci mettiamo in sella alle nostre biciclette e iniziamo la salita, quei 21,50 km. e 1.533 m. di dislivello che ci porteranno a  2.758 m. di altitudine. E non siamo gli unici perché incontriamo altri ciclisti e cicliste impegnati nella scalata Cima Coppi.

Tutto bene per i primi chilometri. Il cielo è coperto, ma forse è meglio, così non fa troppo caldo. Intorno al decimo chilometro però iniziano le prime gocce d’acqua che da li a breve diventeranno pioggia battente.

All’aumentare di quota mi vesto sempre di più. Rimetto i manicotti che avevo tolto all’inizio della salita e alla fine indosso anche la mantellina per ripararmi un po’ dal vento che salendo è sempre più penetrante. La cosa più importante in questi casi per non soccombere al freddo è non fermarsi, ma continuare a pedalare. E proprio per scaldarmi pedalo forte. Poi c’è il fatto che in quota io solitamente avverto meno la fatica, superati i 2.000 metri pedalo con una facilità che mi lascia sempre stupita.

Così con facilità senza fermarmi una pedalata dietro l’altra ecco i meno 3 km e qui capisco che ormai è cosa fatta. Fino a poco prima non era così scontato: sempre più neve e il dubbio che non si potesse arrivare in cima. Salendo abbiamo incontrato diversi ciclisti e cicliste impegnati nella discesa senza sapere però se avessero raggiunto o meno la Cima Coppi. In realtà non volevo saperlo.

Negli ultimi chilometri pedalo come non mi era mai capitato prima. Mi concentro solo sul gesto della pedalata e niente più. Visibilità scarsa, vento, pioggia mista a neve e tante persone intorno. La maggior parte ciclisti come noi impegnati nell’ultimo epico sforzo. Qualcuno spinge la bici a mano, non so se per il freddo o la fatica. Io non sento né l’uno né l’altra, ma solo l’emozione che aumenta sempre più man mano che l’arrivo si avvicina.

Negli ultimi cinquecento metri sento una gioia incontenibile,  capisco che le condizioni avverse hanno reso quest’esperienza ancora più speciale e la soddisfazione è doppia di fronte a quel cartello per tanto tempo sognato: PASSO DELLO STELVIO, CIMA COPPI m. 2760.

La discesa non è così terribile come immaginavo. Tolti gli indumenti umidi usati in salita e indossato un completo invernale con doppia maglia termica e mantellina anti-vento di rifinitura, superiamo agevolmente i primi chilometri a scendere, dove la temperatura è di poco sopra lo zero termico.

E’ così che conquisto lo Stelvio, per la prima volta, con la neve, nel giorno del mio compleanno. Un compleanno che ricorderò per sempre anche se la mia prima volta su questo passo me l’ero immaginata diversa, col sole a fare tante foto!

Si spera sempre in condizioni favorevoli, ma riuscirci in condizioni sfavorevoli ha un altro sapore

 

Gf SCOTT Piacenza e ritrovo tutto il bello delle granfondo su strada

La medaglia, però, questo weekend me la merito soprattutto per la mia partecipazione alla Granfondo SCOTT Piacenza. E’ li infatti che ho fatto fatica! 100 km con 1.260 m. di dislivello positivo dopo quasi un anno dall’ultima granfondo. Fatica in qualche modo alleviata però dalla bellezza delle colline piacentine, dall’atmosfera di festa che spesso accompagna questi eventi, dall’organizzazione e dalla compagnia.

Granfondo SCOTT Piacenza 2018: il 2 settembre si pedala tra le valli piacentine

Questa volta ho avuto l’onore di pedalare insieme a Michela Moioli, medaglia d’oro alle ultime olimpiadi invernali nella specialità snowboard. In poche parole una vera girlpower e ambassador SCOTT, che ha saputo mettersi in gioco anche in uno sport che non è la sua specialità, il ciclismo, partecipando per l’occasione alla sua prima granfondo. Michela è stata bravissima, come una vera esperta della disciplina. Come si dice “la classe non è acqua”!

Io ho ritrovato per un giorno tutte quelle cose che mi piacciono di una granfondo su strada, compresa la velocità – il cosiddetto ritmo gara – e il pedalare in gruppo. Situazioni  per me altrimenti difficili da vivere.

Ho cercato di stare con Michela finché ho potuto ma negli ultimi chilometri di pianura ho dovuto arrendermi. Troppo acido lattico nelle gambe che non sono più abituate a certi ritmi.

Una bella esperienza a completamento di un weekend da incorniciare. Tutto questo grazie al supporto di SCOTT SPORTS ITALIA!

#RIDEONSCOTT #girlpower

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