Articolazioni: la rigenerazione naturale dei tessuti per curare le lesioni della cartilagine

By |2018-10-03T16:28:13+00:0003 ottobre 2018|BIKE LIFE|

Quanto conta per uno sportivo avere una mobilità articolare efficiente? Potremmo dire che è tra le condizioni essenziali. Cosa fare invece quando subentrano problemi alle articolazioni a causa di un trauma o per usura, come nel caso delle lesioni cartilaginee? In questo caso l’attività sportiva è compromessa e spesso anche le normali attività quotidiane diventano impossibili. Ne so qualcosa io che proprio in questi giorni sono ferma per una distorsione alla caviglia. Infortunio che richiede qualche giorno di riposo e adeguati esercizi riabilitativi. Quando però il problema articolare riguarda la cartilagine e l’osso sottostante? Cosa fare?

Ho appreso a questo proposito che c’è una tecnica di generazione dei tessuti che consente una ricostruzione naturale degli stessi. Questa tecnica è frutto dello studio scientifico di un’idea nata e sviluppata in Italia.

Le lesioni cartilaginee ed osteocondriali, ossia che coinvolgono anche l’osso sottostante, sono per lo più di origine traumatica nei soggetti giovani mentre è un fenomeno legato all’invecchiamento nelle persone di età avanzata. Si tratta di un problema che può presentarsi a qualsiasi età provocando danni e fastidi all’articolazione.

La cartilagine articolare è una sorta di cuscinetto che consente alle ossa dell’articolazione di scorrere l’una sull’altra senza generare attriti. Questo cuscinetto per vari motivi si può danneggiare provocando dolore in corrispondenza dell’articolazione durante sforzi o semplici movimenti fino ad arrivare in alcuni casi alla limitazione del movimento o addirittura a un blocco dell’articolazione stessa. Si tratta di lesioni dolorose e invalidanti che peggiorano nel tempo.

La tecnica tradizionale prevede il trattamento protesico, cioè tramite l’impianto di una protesi di metallo. Questa tecnica è consigliata a pazienti in età avanzata, nei quali la rigenerazione dei tessuti è più lenta e la protesi rimane la soluzione più efficace.

Al contrario nei pazienti giovani evitare il trattamento tramite l’inserimento di protesi di metallo è fondamentale per consentire una qualità di vita ottimale. L’articolazione di metallo ha infatti una vita media di circa 15 anni, quindi in soggetti giovani l’impianto di protesi comporterebbe la necessità di sottoporsi ad un altro intervento chirurgico dopo qualche anno con ciò che questo comporta.

In questi casi è possibile optare per una tecnica di ultima generazione che consiste nella rigenerazione naturale dei tessuti nelle lesioni cartilaginee tramite l’ impianto di un presidio biologico che si comporta come il nostro corpo. La tecnologia da questo punto di vista ha fatto passi da gigante e ora è possibile inserire nella lesione articolare dei tessuti artificiali. Questi tessuti formati da nanostrutture complesse attirano le cellule staminali che sono in grado di differenziarsi e produrre nuova cartilagine e nuovo osso sottostante.

Dopo un adeguato processo riabilitativo post intervento, il cui scopo è principalmente quello di rieducare l’articolazione, tutte le funzionalità articolari sono completamente recuperate.

In questo video si racconta il caso di uno sportivo che dopo un infortunio importante è tornato alla sua normale attività sportiva grazie all’impianto del presidio biologico e la conseguente rigenerazione dei tessuti.

 

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