Donne in bici: Millie ci racconta dell’Inghilterra

By |2018-11-08T14:42:40+00:0008 novembre 2018|Senza categoria|

Dall’Italia all’Inghilterra. Dal paese del ciclismo storico, l’Italia, teatro di imprese epiche con le sue montagne da nord a sud, a quello del ciclismo moderno, l’Inghilterra, la patria dei pistard e dei velocisti. E’ qui che Millie si è trasferita ed è qui che ha cominciato ad andare in bicicletta. Dove è passata dal body building al ciclismo.

Ho conosciuto Millie Citton su Instagram, quindi la nostra amicizia è virtuale. Come l’amicizia con Camilla, ragazza svedese di cui vi avevo già parlato qui.

E anche Millie come Camilla ci parla di sé, della sua passione per la bicicletta e della sua vita da ciclista in Inghilterra.

Ecco cosa ha scritto!

Sono nata e cresciuta a Bassano del Grappa, una cittadina ai piedi del Monte Grappa, tappa quasi fissa del giro d’Italia e come tanti paesi italiani ricco di cultura ciclistica.

All’età di 19 anni ho lasciato Bassano e sono andata a studiare a Milano dove ho fatto una laurea triennale in lingue straniere ed economia che mi ha portata, 3 anni dopo, a trasferirmi in Inghilterra per un master.
Dopo un anno nella campagna inglese (ho studiato in un’università fuori Londra che si chiama Royal Holloway), mi ero stancata e volevo tornare a casa. Mi ero stancata delle estati fredde con 14 gradi passate con la copertina sulle ginocchia. Volevo tornare a casa, rivedere il sole e scaldarmi le ossa. Il destino però ha fatto si he mi mettessi il cuore in pace e rimanessi, e da allora non ho più guardato indietro.

Subito dopo il master ho trovato un’occupazione nel digital marketing. In questo momento lavoro per un’agenzia nell’ambito del digital optimisation. Non è la mia più grande passione, se fosse per me infatti starei sempre all’aria aperta, ma ho la fortuna di avere colleghi splendidi che mi sistemano la giornata e che non mi fanno pesare le ore spese in ufficio.

Per quanto riguarda la mia passione per il ciclismo, è nata un po’ per caso. Ho sempre fatto tanta palestra, perché sollevare pesi mi riusciva bene. Un paio di anni fa ho incontrato una personal trainer che si era proposta di allenarmi gratuitamente per le gare di body building. Inizialmente mi sembrava una proposta interessante, e sicuramente è stato un percorso che mi ha aiutato a capire molto a livello fisico e nutrizionale. Sfortunatamente però ho visto aspetti di quel mondo che mi hanno delusa, come l’uso di steroidi e il culto del fisico fine a sé stesso.

Fatalità in quel periodo la mia bici ibrida con cui andavo in palestra mi è stata rubata e siccome pedalare mi piaceva, ho deciso di investire in una bici da corsa entry-level. Quello ha coinciso con l’inizio del mio amore per la bici e l’abbandono definitivo della palestra.

Da allora non sono più scesa dalla bici. Già da tempo la usavo per andare al lavoro, ma con la bici da corsa ho cominciato ad usarla per sport. Fortunatamente avevo una buona base muscolare e 3 settimane dopo aver preso la mai nuova bicicletta sono uscita di casa e ho fatto 150km. Da lì il mio amore per la lunga distanza aumentato. Dopo diversi km ho capito che le mie necessità a due ruote erano cambiate e così ho comprato la mia De Rosa.

Con lei è stato subito amore, e voglia di mettersi in gioco più seriamente. Il 2017 per me è stato l’anno della svolta, con 12,000 km e 2 training camp a Mallorca. Ho anche iniziato con le gare su strada (criterium) e in pista. Ogni tanto faccio anche un po’ di MTB. Ho appena preso una nuova MTB e spero di appassionarmi.

Il mio cuore è sempre per la bici da corsa, ma provare qualcosa di diverso fa bene allo spirito e alle gambe. La pista è ottima per acquisire velocità ed imparare a pedalare in prossimità di altri corridori. In pista si parla di millimetri. La concentrazione è sempre al massimo. La MTB invece aiuta con la capacità di guida e ad allenare i picchi di potenza.

Il 2018 finora è stato l’anno delle gare. Ho fatto pochi chilometri rispetto all’anno scorso, in cui in una settimana lavorativa riuscivo a fare anche 450km. Sto gareggiando con un team che si chiama VCL, siamo un bel gruppo e mi sto divertendo molto. Per la maggior parte facciamo criterium, senza troppe aspettative, per pedalare con un po’ di spirito agonistico.

L’Inghilterra sicuro è nota per il brutto tempo. In realtà anche se è vero che il cielo sereno si vede poche volte, la pioggia non è così frequente e abbondante come si può pensare. Sono davvero poche le volte in cui non si prende in mano la bici per il cattivo tempo! L’estate scorsa in particolare è stata pazzesca, con temperature medie di di 30-35 gradi, che fanno boccheggiare e allora sì che ci si impigrisce 🙂

Come percorsi l’Inghilterra non è ahimè ricca di montagne.. Pero’ abbonda di colline! A differenza dell’Italia, o almeno della zona da cui provengo cioè il Veneto, qui è difficile fare un percorso completamente piano. C’e sempre una piccola collina spezza gambe dietro l’angolo, impossibile da evitare. Soprattutto dove vivo io a sud di Londra!

A dire il vero mi manca comunque l’Italia per le sue montagne vere, per le colline verdi e per la pianura padana dove se vuoi puoi scegliere di divertirti senza dislivello 🙂

Foto prese dal profilo Instagram di Millie: @milliewhat

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