Tra le patologie che possono colpire anche noi sportivi ci sono le lesioni della cartilagine ed osteocondrali, ossia che coinvolgono anche l’osso sottostante la cartilagine. Si tratta di lesioni invalidanti e degenerative con effetti che si ripercuotono anche sulle normali attività quotidiane.

Sono lesioni per lo più di origine traumatica nei soggetti giovani mentre è un fenomeno legato all’invecchiamento nelle persone di età avanzata. Si tratta di un problema che può presentarsi a qualsiasi età provocando danni e fastidi all’articolazione.

La cartilagine articolare è una sorta di cuscinetto che consente alle ossa dell’articolazione di scorrere l’una sull’altra senza generare attriti. Questo cuscinetto per vari motivi si può danneggiare provocando dolore in corrispondenza dell’articolazione durante sforzi o semplici movimenti fino ad arrivare in alcuni casi alla limitazione del movimento o addirittura a un blocco dell’articolazione stessa.

Cosa fare quando le articolazioni sono colpite da lesioni alla cartilagine? L’intervento protesico è l’unica soluzione?

In realtà no, non è l’unica soluzione. Ho appreso infatti che è possibile ricostruire i tessuti lesionati grazie a una tecnica di generazione degli stessi, frutto dello studio scientifico di un’idea nata e sviluppata in Italia.

La tecnica tradizionale prevede il trattamento protesico, cioè tramite l’impianto di una protesi di metallo. Questa tecnica è consigliata a pazienti in età avanzata, nei quali la rigenerazione dei tessuti è più lenta e la protesi rimane la soluzione più efficace.

Al contrario nei pazienti giovani evitare il trattamento tramite l’inserimento di protesi di metallo è fondamentale per consentire una qualità di vita ottimale. L’articolazione di metallo ha infatti una vita media di circa 15 anni, quindi in soggetti giovani l’impianto di protesi comporterebbe la necessità di sottoporsi ad un altro intervento chirurgico dopo qualche anno con ciò che questo comporta.

Come funziona?

Si tratta di un presidio biologico composto da nanostrutture complesse, tessuti artificiali che vengono inseriti nella lesione articolare e attirano le cellule staminali che sono in grado di differenziarsi e produrre nuova cartilagine e nuovo osso sottostante.

Questa terapia di rigenerazione osteocondrale funziona nel tempo, come dimostrato dai risultati a dieci anni dall’intervento riportati in recenti congressi e pubblicazioni scientifiche.

Dopo un adeguato processo riabilitativo post intervento, il cui scopo è principalmente quello di rieducare l’articolazione, tutte le funzionalità articolari sono completamente recuperate.

In questo video si racconta il caso di uno sportivo che dopo un infortunio importante al ginocchio è tornato alla sua normale attività sportiva grazie all’impianto del presidio biologico e la conseguente rigenerazione dei tessuti.

#lesionicartilaginee #cartilagine #adv