Con la mia partecipazione alla Milano Gravel di Primavera posso dire di aver fatto la mia prima vera gravel experience e di avere capito davvero come si pedala su terreno sconnesso con una bici di questo tipo.

Le precedenti uscite sulla ciclabile del Lambro mi sono servite a testare la mia nuova SCOTT Contessa Speedster Gravel su un percorso misto asfalto-sterrato, ma solo ieri ho vissuto pienamente e per la prima volta lo spirito gravel all’interno di un evento organizzato.

Milano Gravel di Primavera, evento in puro stile gravel

Manifestazione non competitivo-agonistica, percorso di 72 chilometri Milano-Milano nell’area sud-ovest della città sulle strade di campagna che accompagnano il Ticino e i Navigli, da affrontare in autonomia, anello gravel Gaggiano-Gaggiano di 48km al 70% su strade sterrate, qualche passaggio più tecnico nel parco del Ticino, sosta di riposo al Lido di Motta Visconti – Ristorante San Rossore prima del rientro. Nessuna indicazione ma solo traccia gps oppure il consiglio di viaggiare con chi conosce il percorso. Dotazione consigliata oltre al navigatore satellitare, un paio di camere d’aria in caso di forature. Questi in sintesi i dettagli della Milano Gravel di Primavera organizzata da Turbolento Thinkbike SSD.

L’occasione ideale per provare davvero a “lanciare” la mia nuova bici su strade di campagna, con ghiaia e polvere (tanta polvere, per l’attuale periodo di siccità). Diversi chilometri di sterrato con una bici senza sospensioni per capire davvero come si guida una gravel.

Come si conduce una gravel su terreno sconnesso?

Sembra un paradosso, ma per superare nel migliore dei modi i tratti su terreno sconnesso è meglio adottare un’andatura decisa e veloce. Leggeri sulla sella scaricando parte del peso sugli altri punti di appoggio, ossia braccia e gambe, afferrando bene il manubrio per non rischiare di perdere il controllo alla prima sollecitazione e usando un rapporto agile quel che basta a mantenere una frequenza di pedalata efficace senza spingere troppo in potenza sui pedali. Vale inoltre la regola di non stare rigidi in sella, ma sfruttare bene braccia e gambe come fossero degli ammortizzatori. Quest’ultima accortezza in particolare fa la differenza tra “subire” il mezzo e condurlo invece con padronanza.

Gli stessi consigli che mi diede Dries di Cycling in Flanders durante il mio viaggio stampa nelle Fiandre la scorsa estate, prima di affrontare i terribili tratti in pavé. Pedalare velocemente in modo da superare il tratto sconnesso nel più breve tempo possibile… con leggerezza! Questo l’articolo che scrissi in quell’occasione: Fiandre: un viaggio tra storia e ciclismo.

Se volete approfondire il tema della conduzione di una bici su percorso gravel vi consiglio di leggere le indicazioni date dagli organizzatori per affrontare al meglio la Milano Gravel di Primavera: CONDUZIONE DELLA BICI PERCORSI GRAVEL E SUGGERIMENTI DI PERCORSO.

Ammetto che la mia esperienza in mtb ancora una volta mi ha aiutata parecchio, anche nei tratti più tecnici dove copertoni con una sezione più larga e più artigliati sarebbero stati più idonei.

Un’esperienza positiva che mi ha dato tanto, perché ancora una volta in sella alla mia bici ho visto posti nuovi, ho percorso nuove strade e ho conosciuto nuove persone, tra cui Daniela Schicchi, blogger super attiva, con la quale da tempo desideravo pedalare. Tanti buoni motivi per sentirsi pienamente soddisfatti di questa mia prima esperienza gravel.

MY GRAVEL MOMENTS

Milano Gravel di Primavera

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