Tanta roba al Garda Trentino Bike Festival. O per dirla in altri termini: il mondo della mountain bike lo scorso weekend era tutto a Riva del Garda. Un festival di successo per tanti motivi: respiro internazionale; area expo gratuita; location fantastica e contesto perfetto per la mountain bike in uno dei luoghi che più hanno investito e a ragione in servizi per i biker; festival specifico di un settore, quello off road, il che garantisce un approfondimento unico e di grande interesse per il pubblico della mountain bike; non solo stand ma anche bike test, show e gare, come la Rocky Mountain Bike Marathon, a cui ho partecipato.

Tutto questo fa di Garda Trentino Bike Festival una vetrina unica per gli appassionati di mountain bike. Una kermesse di tre giorni da vivere tutta d’un fiato, con tanti espositori italiani e stranieri. Il comunicato stampa degli organizzatori che fa il punto della situazione a chiusura lavori parla di 40.000 visitatori e 180 espositori.

Tra gli eventi a fare da contorno anche la Rocky Mountain Bike Marathon, che nel suo tracciato più lungo (Ronda Extreme – 88,78 km, 3.933 m. di dislivello) è senz’altro tra le gare più dure del calendario marathon. Anche in questa edizione 2.000 biker si sono messi alla prova sui 4 percorsi possibili.

Tra questi anch’io ho voluto mettermi alla prova sul percorso di 42 km (1.660 m. di dislivello), come avevo raccontato nel precedente articolo.

Una prova che per quanto breve, se confrontata con gli altri percorsi in programma di rispettivamente 72 e 88 km, non era assolutamente da sottovalutare. Tanta salita, ininterrotta nei primi 20 km con tratti davvero impegnativi, e poi altrettanti chilometri di discesa, interrotta solo da un’ultima salita a Pente, prima di imboccare la parte più tecnica con circa un chilometro nei boschi molto impegnativo, reso ancor più difficoltoso dal terreno umido. Bella la vista sul lago di Garda all’aumentare di quota.

Un percorso sicuramente per esperti, le cui difficoltà tecniche mi hanno fatto superare il traguardo con grande soddisfazione.

Lo spirito con cui ho affrontato la Rocky Mountain è stato quello dell’escursionista (come dimostra l’uso dello zaino!), anche se il contesto di gara fa sempre alzare un po’ l’asticella della prestazione. E per quanto dica a me stessa che non c’erano obiettivi di classifica, un pensiero sorge spontaneo: se non mi fossi fermata così tanto al ristoro e a fare qualche foto in quel punto panoramico, magari un paio di posizioni le avrei recuperate 🙂 Il mio tempo complessivo è stato: 3h 48′.

Bici: SCOTT Contessa Spark 910

riva.bike-festival.de

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