Senza esagerare posso questa volta dire di non aver mai visto in vita mia tanti ciclisti tutti insieme. Più di 10.000 i partenti della 49a edizione della Nove Colli, una grande festa del ciclismo, la granfondo più antica, quella che forse più di altre incarna lo spirito del movimento amatoriale. Perché, è vero, la Nove Colli è una gara e c’è chi corre per vincerla, ma tanti, la maggior parte,  hanno un unico vero obiettivo: partecipare e vivere emozioni. Magari con un occhio al cronometro, ammettiamolo, ma solo per cercare di battere il proprio record personale o non finire fuori tempo massimo.

E di emozioni ce ne sono state tante. Come trovare la sala della colazione in albergo gremita di ciclisti alle 4.30 del mattino, uscire quando fuori è ancora buio e salutare l’alba in griglia di partenza, l’inno di Mameli e i fuochi d’artificio pochi minuti prima del via, il signore anziano che seduto sul marciapiede fuori casa guarda passare la marea di ciclisti come fosse il Giro d’Italia, la musica live ai ristori, il serpentone di ciclisti che tornante dopo tornante conquista i famosi colli.

Organizzazione impeccabile, tre giorni di festa con iniziative ed eventi in una località, Cesenatico, che oltre ad avere un bellissimo porto ha visto crescere ciclisticamente e non solo il grande Marco Pantani.

Per quanto riguarda la mia prestazione devo dire che ho partecipato in qualità di blogger, trascurando completamente l’aspetto agonistico. Insieme a mio marito tra foto e ristori abbiamo interpretato alla perfezione il lato cicloturistico della Nove Colli 🙂 Tranne che sul Barbotto, il quarto e per me ultimo colle di giornata, avendo io fatto il percorso da 130 km. In salita mi sono stupita da subito di come le gambe “girassero bene”, così quando ho visto che il tratto del colle Barbotto era cronometrato, ne ho approfittato per mettermi alla prova. In poche parole ho lasciato perdere tutto e sono entrata in modalità race. Per qualche minuto, (purtroppo al momento della pubblicazione di questo articolo non ho ancora i risultati), cioè il tempo di scalare 5,5 km (pendenza media del 6,91% e massima del 18%) di cui l’ultimo chilometro davvero duro con gente che procedeva a piedi.

Bella esperienza da fare almeno una volta nella vita, come ho già detto nel precedente articolo: Nove Colli, quella che almeno una volta nella vita.

E se i veri finisher sono quelli che hanno ultimato i 205 chilometri del percorso classico, posso comunque ritenermi soddisfatta dei miei 132 km, 2.000 m. di dislivello che comunque rappresentano per me un bell’impegno.

Qualche numero di questa edizione: tra i 12.000 iscritti 817 le donne, 1.304 gli stranieri e 53 le nazioni rappresentate, con in testa la Germania (337). Trovate queste e altre info nell’articolo che ho scritto per il magazine bike4trade.sport-press.it: Nove Colli, festa di sport e ciclismo in Romagna.

Per finire non mi resta che dire come al solito “alla prossima”, ringraziando di nuovo Scott Italia per l’invito. Che, è vero, la Nove Colli quella vera da 205 km è ancora nella mia to do list tra le voci in attesa di essere spuntate, ma posso dire comunque di aver vissuto l’atmosfera della Regina delle Granfondo e soprattutto di aver passato un weekend meraviglioso… nonostante il tempo!

#novecolli #iloveNoveColli

novecolli.it

Gallery

Alla fine del tratto cronometrato in cima al colle Barbotto

Con mio marito, Franco, compagno di mille avventure

 

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