Tutti noi abbiamo una salita del cuore, o forse più di una. Quella che ci ha lasciato un bel ricordo, quella che affrontiamo sempre volentieri e che si adatta particolarmente alle nostre caratteristiche. Non sempre però è facile capire davvero il perché di tanto affetto. Come si dice in questi casi, è piuttosto una “questione di pelle”, un feeling che si instaura per motivi difficili da descrivere. Per ragioni dunque imprecisate, sono arrivata a pensare che la mia salita del cuore sia il Gavia, dal versante di Ponte di Legno (BS). Partendo da Piazza XVIII Settembre, nel centro della cittadina dell’Alta Valcamonica, parliamo di 18 km con un dislivello di 1.364 metri e una pendenza media del 7,5%. La mia prima volta sul Gavia fu durante la ex Gran Fondo Internazionale Marco Pantani che partiva da Aprica (non ricordo l’anno esatto, ma penso 2009 0 2010). In quell’occasione affrontai questa salita più preoccupata del fatto che dopo mi aspettava anche il Mortirolo, piuttosto che attenta a godermi davvero il momento.

La seconda volta qualche anno dopo, l’anno scorso a luglio per l’esattezza, in occasione dei “Bike Days”: un weekend di bici organizzato dal Consorzio Pontedilegno-Tonale cui fui invitata come blogger. Una bellissima esperienza, anche perché affrontai la salita in compagnia di Alessandro Ballan, ex campione di ciclismo cui va tutta la mia stima, mentre giunta in cima ebbi il piacere di conoscere Tarcisio Persegona, l’uomo che nella sua vita ha scalato il Gavia ben 550 volte. Purtroppo Tarcisio non c’è più, se n’è andato qualche mese dopo, a novembre dell’anno scorso e ora in cima al passo, appena fuori dal rifugio Bonetta, campeggia la sua foto in memoria. Pontedilegno-Tonale: inedito bike resort scoperto durante i Bike Days.

L’anno scorso con Tarcisio Persegona

Esperienze piacevoli e indelebili che mi hanno fatto apprezzare sempre più Sua Maestà il Gavia. La sua consacrazione a “salita del cuore” è avvenuta definitivamente lo scorso weekend (la mia terza volta sul Gavia) durante la terza edizione dei “Bike Days”. Due giorni fantastici con una duplice veste: mountain bike il sabato sui sentieri del Tonale col tour “Pedala e gusta” e la domenica mattina gara e raduno sul Passo Gavia chiuso per l’occasione al traffico motorizzato. In questo articolo pubblicato su Bike Hotel Guide il resoconto dell’evento:

“Bike Days” di successo sul Gavia e i sentieri di Pontedilegno-Tonale

Tante salite in una

Cercando di razionalizzare quello che pur sempre rimane un sentimento, ciò che mi piace del Gavia è soprattutto la sua varietà. Lo scenario intorno e le caratteristiche di questa salita cambiano più volte. Non solo il paesaggio, ma la carreggiata, la pendenza mai uguale. Sembrano tante salite in una. Impossibile annoiarsi percorrendo i suoi tornanti. Nei tratti più stretti inoltre conserva ancora il fascino del valico impervio e insidioso. Facile immaginare la sua pericolosità quando il percorso era sterrato oltre che stretto.

Proprio nel 1954 un veicolo militare con a bordo ventuno alpini giovanissimi, precipitò in una scarpata a causa del cedimento di un tratto di strada sul versante bresciano. – All’epoca il tracciato, privo di parapetti e protezioni, era considerato molto rischioso e la sua percorrenza era sconsigliata agli autocarri; vigeva inoltre un divieto di transito, non rispettato, per i veicoli con più di 14 passeggeri. Nel punto dell’incidente la larghezza totale della carreggiata era di 2,30 m – Wikipedia.

gavia

Tanto severo quanto generoso il Gavia, che regala un finale perfetto: dopo aver mostrato il suo aspetto più duro con tratti al 16% e una galleria negli ultimi chilometri che sembra un inno alle tenebre, alla fine, prima dell’arrivo, la strada spiana e concede al ciclista un anticipo di vittoria.

La leggenda del Gavia

Dopo la salita domenica scorsa me ne stavo seduta per pranzo al rifugio Bonetta, in compagnia. Caso vuole che fossi seduta di spalle alla sala e avevo di fronte a me la parete con alcune foto dei campioni, ritratti durante il passaggio sul Gavia. Non riuscivo a staccare gli occhi da quella parete. Una di queste immagini ha attirato in particolare la mia attenzione: ritraeva Andy Hampsten affrontare la bufera di neve durante la tappa del 5 giugno 1988.

salita gavia

Avevo già sentito parlare di questa tappa da leggenda, ma volevo saperne di più. Ho così fatto qualche ricerca su internet e letto qualche articolo a riguardo, affascinata dai due protagonisti di quella giornata: lo statunitense Andy Hamsten che poi quel giorno conquistò la Maglia rosa e l’olandese Johan van der Velde che al contrario in quella tappa perse la Maglia ciclamino. Il primo potè contare su indumenti caldi e asciutti prima di imboccare la terribile discesa verso Bormio, il secondo invece la affrontò in maniche corte. – Non è chiaro cosa fece esattamente van der Velde. Qualcuno scrisse e raccontò che si fermò in discesa, girò la bici e risalì la strada, entrando quasi assiderato in un camper. Qualcuno raccontò che entrò invece in un’auto, non è chiaro se sua o di un’altra squadra. Di certo perse molti minuti. – L’incredibile tappa sul Gavia, ilpost.it

gavia

Teatro di imprese in bicicletta il Gavia. In fondo ha tutte le carte in regola per esserlo. Prossimo appuntamento con la chiusura al traffico di questa splendida salita: domenica 1 settembre 2019. Per maggiori informazioni: enjoystelviopark.it

Tutte le informazioni sull’offerta bike Pontedilegno-Tonale su:

pontedilegnotonalebike.com

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