Da qualche settimana uso la mia gravel bike anche per i normali giri su strada. Nell’ultimo mese ho pedalato con la gravel in Francia (sul Galibier e l’Izoard), così come sulla ciclabile della Riviera dei Fiori e nell’entroterra sanremese. Per non dimenticare le uscite vicino a casa, Ghisallo e Colma di Sormano per fare un esempio. Convinta fondamentalmente che ogni tipo di percorso dovrebbe essere affrontato con la bici più adatta per un’esperienza davvero ottimale, ho comunque sfruttato quest’ultimo periodo per capire meglio le differenze tra una gravel bike e una bici da corsa.

La prima domanda è: cos’è una gravel bike?

Prima di tutto però vediamo di chiarire cos’è una bici gravel. Il termine inglese “gravel” significa ghiaia. Facile capire dunque che si tratta di un tipo di bici adatta a strade sterrate, con ghiaia, in particolare strade bianche. Qualcuno esagerando colloca le gravel a metà strada tra una bici da corsa e una mountain bike, altri le identificano con le bici da ciclocross, dalle quali si distinguono per alcuni dettagli. Volendo a tutti i costi definire una bici gravel utilizzando le categorie già esistenti, potremmo dire che è una combinazione tra bici da corsa, a suo agio sull’asfalto, e bici da ciclocross, confidente sullo sterrato. Un mezzo che si adatta a molteplici tipi di fondo: asfalto, sterrato, ghiaia, pavé, strade di campagna. Una bici che indubbiamente offre il meglio di sé su fondo moderatamente sconnesso, dove anche la conduzione del mezzo richiede accorgimenti specifici. Anche di questo ho parlato in un precedente articolo:    Dopo la Milano Gravel di Primavera vi dico come si guida una gravel.

gravel bike

Vediamo ora le principali differenze tra una bici gravel e una bici da corsa. Differenze che si traducono in un diverso approccio al mezzo: più votato al viaggio il ciclista che pedala su una gravel, orientato alla prestazione chi sceglie invece la bici da corsa.

Geometria

La geometria del telaio di una gravel bike è solitamente più rilassata, simile a quella che troviamo nelle bici da corsa di tipo endurance. In particolare i tubi sono più lunghi e di conseguenza più lungo è anche il passo tra le ruote. Questo significa maggiore stabilità sui tratti sconnessi, maggiore assorbimento delle vibrazioni e una seduta più confortevole. Maggiore comfort, dunque, che si ottiene anche grazie al tubo sterzo: spesso in queste bici è più alto e l’angolo di sterzata più fluido. Per questo motivo la posizione in sella risulta più verticale rispetto a una bici da corsa. In sintesi l’assetto è meno race, minore reattività e risposta in termini di potenza, ma più confortevole e adatta alle lunghe distanze anche in condizioni di sterrato e fango.

Freni a disco

Tutte le bici gravel montano freni a disco. Anche molte bici da corsa ormai adottano questa soluzione frenante, ma molto è lasciato ancora alla scelta personale. Nel settore gravel invece i freni a disco sono d’obbligo. Per il tipo di percorsi e terreno che queste bici devono affrontare, i freni a disco, in particolare di tipo idraulico, offrono l’affidabilità e la sicurezza necessarie anche in condizioni di fuoristrada o fango.

Coperture

Il telaio e la forcella di una gravel bike sono progettati per ospitare copertoni maggiorati rispetto a quelli di una normale bici da corsa, che di solito si attestano intorno a 23-25 mm di larghezza. I copertoni specifici da gravel possono, invece, arrivare anche a una larghezza di 35 – 40 mm e solitamente hanno un battistrada più strutturato con specifica tassellatura, mentre le gomme delle bici da corsa sono di solito lisce. Pneumatici più grandi e con tasselli sul battistrada offrono un comfort maggiore su strade sconnesse e sterrati. La scorrevolezza non sarà la stessa delle gomme slick da strada, ma sicuramente superiore rispetto ai copertoni artigliati di una mountain bike. Tipo di mescola, tassellatura, larghezza e pressione dello pneumatico andranno scelti in base al tipo di percorso che si vuole fare. Io per esempio ho appena montato sulla mia gravel i copertoni Grand Prix 4 Season, che sono piuttosto slick ma con disegno sul battistrada, per una giusta tenuta in tutte le condizioni soprattutto sul bagnato. La scelta nasce dal fatto che sto pedalando tanto su asfalto e avevo bisogno di uno pneumatico largo con molta scorrevolezza. Userò, invece, gli Schwalbe G-One che avevo prima in dotazione per percorsi tipicamente gravel. Queste gomme infatti presentano una tassellatura fitta con profilo basso che le rendono adatte a un uso misto asfalto/sterrato, molto confortevoli in combinazione con il montaggio tubeless. Per sapere come scegliere gli pneumatici migliori vi consiglio anche di leggere QUI

Accessori

Proprio perché adatte ad ogni tipo di terreno, le gravel bike possono essere utilizzate anche per cicloturismo, bike packing oppure pendolarismo. Diversi modelli sono predisposti per il montaggio di accessori come parafanghi o portapacchi. È una questione di geometria oltre che estetica: vi immaginate una tipica bici da corsa con portapacchi e parafanghi?

In conclusione, consiglierei una bici gravel anche per viaggiare su strada in alternativa alla bici da corsa? Sì, se non siete interessati all’aspetto race. Le gravel bike sono meno reattive e leggere rispetto alle colleghe corsaiole e l’assetto è meno aerodinamico. Tanto per intenderci, non sono indicate per chi fa granfondo. Perfette, invece, per chi pedala senza guardare troppo al cronometro, e punta di più sulle sensazioni che il viaggio gli regala. Come ho fatto io qualche giorno fa su Galibier e Izoard (Sulle salite del Tour: Izoard e Galibier da Briançon).

con gravel bike sul galibier

Bici: SCOTT Contessa Speedster Gravel 25

 My Gravel Moments