L’Eroica di Gaiole è prima di tutto la ciclo-storica più famosa, quella che nel 1997 ha dato vita a un movimento importante. Come si rende sicuramente conto chi capita a Gaiole nel primo weekend di ottobre, L’Eroica è anche stile di vita, festa, storia, ciclismo. Ne ho avuto la chiara percezione proprio domenica scorsa durante la mia prima partecipazione all’evento toscano. L’ Eroica di Gaiole è tante cose. Comincio a dirvene 7.

Gaiole in Chianti e il Festival

L’Eroica è festa, un festival che anima Gaiole a partire dal venerdì precedente. Nella cittadina adagiata tra le colline del Chianti il primo weekend di ottobre le strade si riempiono di persone e biciclette (forse più biciclette che persone). C’è il mercatino con tante bancarelle piene di ogni accessorio, abbigliamento, pezzi di bici e biciclette. E poi ancora musica, spettacoli, libri, concorsi come quello “d’eleganza” o “barbe e baffi eroici”, la cena eroica e la mini Eroica: pedalata di 6 chilometri dedicata a Luciano Berruti riservata ai bambini dai 6 ai 14 anni. Il Festival è per molti anche l’occasione di sfoggiare uno stile, vintage sicuramente ma spesso anche più antico. L’occasione per tutti di respirare uno spirito d’altri tempi. La stessa atmosfera che ebbi l’occasione di vivere all’Eroica di Montalcino, lo scorso maggio. Eroica Montalcino, la bellezza del ciclismo vintage in Val d’Orcia

eroica di Gaiole

Le strade bianche

Le strade sterrate del Chianti, della Val d’Orcia e delle Crete senesi sono l’elemento che caratterizza più di tutto i percorsi de L’Eroica di Gaiole e che li rende così unici. Strade storiche, che l’asfalto non ha mai conquistato e che per questo simboleggiano un’idea di viaggio antica, a misura d’uomo. Polvere e ghiaia contribuiscono a rendere eroico colui che in bicicletta le affronta. Nonostante la fatica, chi partecipa all’Eroica in realtà non aspetta altro. Quando inizia un tratto di strada bianca prova quasi piacere e accoglie il rumore delle ruote che scorrono sulla terra come fosse musica.

eroica

Le colline del Chianti, la Val d’Orcia, le Crete senesi e le fotografie

Bellezza ad ogni angolo. Un paesaggio che le bici d’epoca rendono ancora più affascinante, tutto da fotografare. Alcuni scorci sono più ambiti di altri, per esempio quello col Castello di Brolio sullo sfondo, e allora tutti giù dalla bici a farsi fotografie. Che in questo mondo fatto di strade bianche e palmer al collo, la fotografia rimane forse l’unica cosa tecnologica che ha senso di esistere.

eroica di Gaiole

I ristori

I punti ristoro sono l’anima dell’Eroica. In qualche caso Chianti e ribollita nel menù. Non aspettatevi Coca Cola o altre diavolerie simili! Anche integratori e barrette sono banditi. Oltre a rappresentare il momento del riposo e appunto del ristoro prima di ripartire, diventano momenti da condividere in allegria, una vera festa per ciclisti e non. Come quello di Radda in Chianti che la domenica de L’Eroica con tutti quei temerari sulle proprie bici sembra un paese di altri tempi, oppure quello di Panzano dove Dario Cecchini accoglie gli eroici con le prelibatezze della sua storica e famosa macelleria. E che dire del ristoro di Lamole dove la ribollita toscana è servita da uomini e donne in costume.

Le biciclette

Protagonista indiscussa dell’Eroica è lei, la bicicletta. Senza la bicicletta niente di tutto ciò esisterebbe. Niente strade bianche, niente fatica, niente viaggio, niente bellezza. L’idea di bicicletta all’Eroica si traduce in tante biciclette d’epoca. Che devono rispettare criteri ben precisi per meritare di essere ammesse alla ciclostorica toscana. “Per BICI EROICHE si intendono tutte le bici da corsa su strada costruite fino al 1987 incluso, sia con cambio che senza cambio, quali quelle costruite alla fine del 1800 o all’inizio del 1900”. Così si legge nel regolamento. Biciclette dal fascino unico, ognuna con una sua storia da raccontare, curiosità e aneddoti. Io non ho ancora una mia bici d’epoca e per ora quando ho bisogno le prendo a noleggio. Colgo l’occasione per ringraziare Cicli Carreri di Cantù che mi ha procurato in tempi record una bici adatta delle mia misura.

L’abbigliamento

Rigorosamente “d’epoca o d’ispirazione, ovvero maglie e calzoncini di lana, evitando di mettere in vista indumenti con materiali tecnici di recente manifattura”. Altra indicazione estratta dal regolamento. In fondo che senso avrebbe un abbigliamento moderno in un contesto che di moderno non ha nulla e il cui fascino è proprio nello spirito rievocativo del ciclismo d’altri tempi? La maglia di tutto l’outfit è l’elemento più importante, quella che racconta una storia. In alcuni casi una storia importante, magari il pezzo da collezione che i più esperti subito riconoscono con dovuta ammirazione. Qualcuno rispolvera la vecchia maglia in soffitta, altri si affidano a capi di attuale manifattura ma che sono nello stile e nei materiali identici a quelli storici. Unico accessorio moderno consentito è il casco, ma non obbligatorio. Quindi nella maggior parte dei casi cappellino oppure casco in pelle, di quelli che si usavano fino agli anni ’70. Per un giorno lo stile vince sulla sicurezza!

Non è raro trovare anche vecchie glorie tra gli eroici. Qui Franco, mio marito, con Erik Zabel

Il procedere lento

Niente podio e niente classifica. Ma solo “la bellezza della fatica e il gusto dell’impresa”. Recita così il motto dell’Eroica e rappresenta il fascino ma soprattutto lo spirito di un movimento che vuole riscoprire il gusto del viaggio, senza fretta. Un viaggio in cui il cronometro non è importante, che se ci metti più di sette ore (come è successo a noi) per fare 80 chilometri non è un problema.


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