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Val d’Orcia in bicicletta: pedalare in un angolo di paradiso

di Paola

Il giallo delle ginestre in fiore, il verde severo dei filari di cipressi, la perfezione delle colline che delineano l’orizzonte, gli ulivi, le querce, le crete, i poderi in lontananza ma soprattutto il fragile crepitio delle ruote sulla strade bianche e un continuo susseguirsi di salite e discese interrotto solo dalla gentilezza di borghi antichi.

Questo è ciò che mi rimane dei tre giorni passati in Val d’Orcia, in provincia di Siena.  Quasi 200 km e 4.500 m di dislivello in mountain bike all’interno di un paesaggio che sembra un’ opera d’arte, un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Lontano dal caos, precipitati in una dimensione agreste che in realtà sembrava non appartenerci. Un territorio che a ragione è riconosciuto patrimonio universale dell’umanità dall’ Unesco.

Per l’occasione io e mio marito abbiamo pernottato con amici in un casolare a Petroio (487 m. s.l.m.) frazione di Trequanda. Il capoluogo Siena si trova a 50 km, tutto intorno natura e borghi antichi che attirano a sé turisti da tutto il mondo: Pienza, Montepulciano, Castelmuzio, Monticchiello, S. Quirico d’Orcia, Bagno Vignoni, Montisi, Lucignano d’Asso. Borghi senza tempo che anche grazie alla loro posizione elevata diventano i nostri punti di riferimento durante le escursioni. Con una presenza in lontananza pressoché costante: il Monte Amiata.

Il primo giorno (giro di 65 km, 1.650 m. dislivello) mi rendo conto che la scelta di sostituire sulla mia Scott Spark la monocorona da 34 con una da 30 è stata azzeccata. Salite brevi ma impegnative con punte del 32% si susseguono senza tregua. Anche le discese lasciano poco spazio all’entusiasmo e impariamo presto che ogni discesa prelude inesorabilmente ad una salita.

La sera è d’obbligo un bel massaggio per smaltire l’acido lattico e un’ottima cena a base di carne per il recupero. Il giorno dopo ci aspettano infatti altri chilometri alla scoperta di questa bellissima valle.

Il secondo giorno si rivela il più impegnativo: 90 chilometri e 2.000 m. di dislivello. I primi 40 chilometri sono in compagnia di Roberto, un ragazzo di Petroio, che gentilmente ci accompagna su single track e sentieri boschivi. Grazie a lui conosciamo così la parte più “mountain” della Val d’Orcia. Lo chiamano il “giro dei tre guadi”, tre infatti sono i guadi che superiamo prima di tornare a Petroio.

Sosta caffè e ripartiamo. Crisi nelle gambe, se qualcuno mi avesse detto che avremmo fatto altri 50 chilometri  avrei detto “no, grazie!”. Ma chilometro dopo chilometro, spinta da “vediamo cosa c’è dopo la curva”, aiutata dalla bellezza del paesaggio, attratta dalla meraviglia della strada provinciale 71 (da qui passa anche l’Eroica) e dal sostegno, devo dirlo, dei miei compagni di viaggio, mi porto a casa un giro davvero fantastico. Incontriamo in sequenza: S. Anna in Camprena (antico monastero ora agriturismo), San Quirico d’Orcia e la sua frazione Bagno Vignoni, centro termale grazie alla sorgente di acqua termale calda e fumante che esce dalla falda sotterranea di origini vulcaniche. Tutto conferma la sensazione che qui il tempo si sia fermato.

Sempre un’attenzione particolare per l’alimentazione e la giusta dose di massaggi mi consente un adeguato recupero, pronta per la terza e ultima giornata del nostro lungo weekend. 35 km e quasi 900 m. di dislivello.

Questa volta raggiungiamo la croce di Petroio passando da Villa Salimbeni seguendo l’itinerario 521. Quindi raggiungiamo Montisi e con un percorso ad anello del tutto improvvisato passiamo Castelmuzio prima di rientrare a Petroio.

La Val d’Orcia non è solo natura e storia, ma è anche buon cibo e vino. Nel 2003 è nata la Strada del Vino per opera del Consorzio del Vino d’Orcia. Una strada che è un invito a scoprire questo territorio, alla vita che scorre con i ritmi di questa terra, a vivere immersi in “ un luogo del sogno”.

Buon cibo ed eccellenze come il pecorino di Pienza. A questo proposito vi consiglio di passare dal caseificio Cugusi a Montepulciano, attrezzato per il picnic e il cui pecorino stagionato nel 2016 è arrivato secondo al World Cheese Awards. Noi ci siamo passati e fatto picnic per ben due volte!

La Val d’Orcia offre lo scenario ideale per chi ama pedalare e ci sono itinerari adatti ad ogni tipo di bicicletta. Possiamo anche dire che questo mezzo si sposa perfettamente con una terra senza tempo come la Val d’Orcia.

Un grazie particolare all’amico Luigi, che esperto conoscitore della zona, ha guidato me, Franco, Sergio e Roberto alla scoperta di questa valle meravigliosa:-)

La bicicletta che mi ha accompagnata in questa avventura è una mountain bike biammortizzata Scott Spark 720.

 

Link Utili

www.terredisiena.it

www.discovertuscany.com

 

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2 commenti

Sergio Brenna 4 Maggio 2017 - 20:01

Brava Paola, il tuo articolo mi riporta in quel magnifico posto e fa pensare quando sarà il prossimo giro?

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paolabgood 5 Maggio 2017 - 10:55

Speriamo presto! Sono comunque contenta che tornerò in Toscana a ottobre in occasione dell’Eroica

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