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In bici ai tempi del coronavirus

di Paola Brazioli
In bici ai tempi del coronavirus

Aggiornamento del 10 marzo: il nuovo decreto (DPCM 9 marzo) estende le misure urgenti sull’intero territorio nazionale. Art. 1 lettera d a un certo punto si dice che “..lo sport e le attivita’ motorie svolti all’aperto sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro”. Valgono le regole del buon senso quindi evitare il contagio con le giuste precauzioni e non farsi male per i motivi che spiego nell’articolo pubblicato ieri:

In bici ai tempi del coronavirus si può oppure no? Dopo il decreto firmato ieri (8 marzo) dal Primo Ministro ho riflettuto sull’argomento e provo a dirvi la mia.

Ieri è stato firmato un decreto (DCPM dell’8 marzo) con cui si impongono misure urgenti sull’intera regione Lombardia e altre 14 province italiane (Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia), che così si sono aggiunte ad alcuni comuni della provincia di Lodi e di Padova, i primi a conoscere l’emergenza. In questi territori le misure per il contrasto e il diffondersi del coronavirus prevedono limitazioni importanti. Anche in merito agli spostamenti. Appena ho saputo del provvedimento mi sono chiesta “io che vivo in Lombardia potrò comunque andare in bicicletta? In bici ai tempi del coronavirus nelle zone interessate dalle misure urgenti del decreto si può? Capisco che ci siano ben altre priorità e che non sia ora una questione di vitale importanza per il Paese. Ma da ciclista, che soprattutto svolge anche una serie di attività legate alla bicicletta, da subito mi sono posta la domanda.

Per quanto riguarda gli spostamenti nel decreto si dice di: “evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dai territori di cui al presente articolo, nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessita’ ovvero spostamenti per motivi di salute. E’ consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza“.

Dico la verità, ho cercato in tutti i modi di trovare un’interpretazione del decreto che mi consentisse di fare il mio giro innocuo in bici. Di capire se in bici ai tempi del coronavirus si può o no. Ho pensato che in fondo la cosa importante fosse quella di evitare i rapporti sociali, evitare di frequentare altre persone e nel caso stare ad almeno un metro di distanza, perché il il virus si trasmette tra essere umani. Che tutto quello che dovevo fare in poche parole fosse rinunciare ad uscire in bicicletta con gli amici ed evitare di fermarmi al “caffè del ciclista” super affollato. Che se avessi fatto un giro in mtb per esempio da sola nei boschi vicino a casa, su sentieri pressoché deserti, sarei stata in regola. Avrei così soddisfatto le mie esigenze di benessere psico-fisico (aria aperta, attività fisica moderata) da una parte e non avrei rischiato di venire a contatto col virus dall’altra. Ieri mattina (domenica) sono così stata in casa e ho fatto un po’ di yoga mentre riflettevo sul da farsi. Nel primo pomeriggio ho preso la mia mtb e sono entrata subito nei boschi, a quell’ora deserti, da sola. Ho girato poco, soprattutto ho fatto esercizi di equilibrio, sempre da sola. A un certo punto ho pensato che, è vero non stavo rischiando niente, ma che comunque avrei potuto farmi male. Con un sistema sanitario al collasso che sta cercando di far fronte all’emergenza, dovremmo evitare anche di esporci inutilmente a dei pericoli.

Se qualcuno poi volesse metterla sul piano dell’allenamento, continuando a leggere il decreto si trova che “sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Resta consentito lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento degli atleti professionisti e atleti di categoria assoluta che partecipano ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali o internazionali, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico“.

Sono quindi giunta alle seguenti conclusioni

Ci si può spostare in bicicletta sulle strade solo per esigenze comprovate di lavoro, di salute o per necessità. A meno che non siate degli atleti professionisti o atleti di categoria assoluta che partecipano ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali o internazionali (ma sappiamo che le competizioni sono sospese). Quindi non ci si può spostare in bici per divertimento e mi viene da dire neanche per allenamento.

Nei boschi in mountain bike non dovrebbe essere un problema, ma ci si potrebbe comunque infortunare, proprio ora che gli ospedali sono saturi. Massima attenzione, dunque, non bisogna esporsi ai pericoli.

La cosa certa è che bisogna evitare per quanto possibile il contagio, e dev’essere fatto rispettando le regole poste dal Governo, giuste o sbagliate che possano sembrarci. Il decreto dà adito a interpretazioni, ma nel dubbio meglio restare a casa.

Potremmo approfittare di questo periodo per

Mi piace vedere il bicchiere mezzo pieno e cogliere le opportunità anche in una situazione negativa. Vediamo allora cosa potremmo fare per “sfruttare” questo periodo:

andare al lavoro in bicicletta agevolati anche dal fatto che il traffico automobilistico è notevolmente ridotto grazie alle restrizioni e raccomandazioni di smart working. Sempre che non ci sia pericolo per la propria incolumità proprio per evitare di dover ricorrere a cure ospedaliere.

Approfittare di questo periodo per fare qualcosa di diverso come ginnastica, o camminate. Una sorta di lungo recupero attivo, cercando magari di lavorare sulla postura e il core. Io dedicherò più tempo per esempio al pilates e allo yoga, che pratico anche in casa aiutandomi con video lezioni, disponibili su YouTube per ogni livello e difficoltà.

Mantenere l’allenamento cardio con i rulli. Abbandonati da tempo, chissà che non sia la volta buona per rispolverarli. Senza esagerare però, che altrimenti si abbassano le difese immunitarie. Nei prossimi giorni pubblicherò proprio un articolo sulle soluzioni per l’allenamento indoor.

Oppure dedicarsi ad attività che di solito trascuriamo o non seguiamo come vorremmo per mancanza di tempo. Io ne ho diverse, tra cui sperimentare in cucina nuove ricette.

Ho provato a spiegarvi il mio punto di vista. Si tratta di fare dei sacrifici per il bene comune, pensando che non sarà per sempre e approfittando di questo periodo per fare altro, cambiare in meglio le nostre abitudini e ripartire più in forma di prima. La situazione è comunque in continua evoluzione.

La foto è stata scattata il giorno prima del decreto dell’8 marzo. Guardando il lago di Lecco non avrei immaginato che il giorno dopo e per un po’ di tempo, andare in bicicletta non sarebbe stata la cosa più innocua e normale da fare.

11 marzo: BUON SENSO

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2 commenti

paolo macchi 9 Marzo 2020 - 23:34

Bellissimo post, grazie.
Da qualche ora la notizia dell’estensione emergenza coronavirus a tutto il territorio nazionale.
E non riesco a stare tranquillo.
Che situazione.
Andare in bici per me è tutto ma mi fermo, ma sto male, però.
Leggere anche qui mi aiuta moltissimo.
Ciao.
p.

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Paola Brazioli 10 Marzo 2020 - 16:25

Dopo il decreto di ieri la situazione è diventata più dubbia, in quanto è stato parzialmente modificato l’Art. 1 lettera d che ora prevede che lo sport e le attività motorie svolti all’aperto sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro. Da una parte ci dicono che non possiamo spostarci se non per questioni di lavoro, salute e necessità (?) e poi che possiamo svolgere attività motorie all’aria aperta senza specificare altro. Quando mancano regole certe dobbiamo appellarci al buon senso, che sappiamo bene, non è uguale per tutti.

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