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Indoor cycling: diverse soluzioni per un allenamento smart

di Paola Brazioli

L’indoor cycling ha conosciuto negli ultimi anni un’importante evoluzione, che si avvale di soluzioni smart interattive per un training scientifico e un’esperienza coinvolgente.

In questo articolo parliamo di “pedalare sui rulli” (almeno così avrei detto fino a qualche anno fa). A marzo con la primavera alle porte? L’emergenza coronavirus e le misure urgenti del decreto appena firmato ci impongono di stare a casa il più possibile, per contenere la diffusione del virus. Cosa fare per non perdere tutto l’allenamento? Palestre chiuse, tra le possibili soluzioni la più ovvia è sicuramente quella di tirare fuori i rulli, che magari qualcuno di voi aveva già archiviato.

Anch’io ho cominciato a pensarci seriamente. Nonostante non li usi da anni, da quando ho smesso di dedicarmi alle gare, sto valutando di riprovare con l’allenamento indoor. Ma come si è evoluto il mercato in questo settore? Quali soluzioni? Qualche informazione per meglio scegliere.

Wheel on oppure direct drive?

Possiamo affidarci al classico rullo a resistenza posteriore: il fissaggio della bici è wheel on, cioè la ruota posteriore della bici resta montata, significa che basta staccare la bici dal supporto del rullo ed è pronta per l’uscita su strada; ha un costo contenuto, ma bisogna considerare l’usura delle pneumatico posteriore oltre allo stress cui è sottoposto il telaio; la resistenza si modifica manualmente ed è l’unica variabile; può simulare pendenze fino al 10%. Ideale se si cerca qualcosa di economico (si trovano modelli che superano di poco i 100 euro), di pratico e se non si cercano allenamenti troppo evoluti.

Oppure possiamo affidarci a un rullo a trasmissione diretta (ciclomulini) con fissaggio direct drive: la ruota posteriore della bici viene tolta; la percezione della pedalata è simile a quella in strada quindi più realistica rispetto a un rullo wheel on; è più silenzioso; può simulare wattaggi e pendenze elevate fino al 24% come il Drivo II di Elite. I costi sono più elevati rispetto ai rulli tradizionali: si raggiungono i 1000 euro circa e anche oltre.

Per un allenamento smart

Sia i rulli, sia i ciclomulini possono essere smart interattivi, ossia collegabili a console o device e gestiti da software, in questo caso parliamo di smart trainer. Oppure basic manuali, cioè senza software, la cui resistenza viene gestita manualmente.

Alcuni smart trainer sono così evoluti che per esempio sono in grado di riprodurre il pavé, come il modello Neo2T e NeoBike di Tacx.

Fatta questa premessa sulle soluzioni a disposizione, dobbiamo dire che l’evoluzione nel campo dell’indoor cycling consente ora di effettuare sedute di allenamento evolute, di eseguire lavori specifici grazie alle applicazioni con cui programmare l’allenamento in maniera scientifica. Anche durante la settimana con poco tempo a disposizione si possono così inserire sedute di training specifiche in preparazione delle gare.

Tra le applicazioni per l’indoor cycling c’è Tacx di Garmin che simula a video percorsi famosi e salite, regalando un’esperienza molto realistica. Oppure Zwift che punta più sull’aspetto di engagement, consentendo di interagire con altri fruitori, ingaggiare gare e sfide.

Non scordiamoci i rollers

Tra le possibili soluzioni infine i rulli liberi (rollers) che permettono di allenarsi in modo “libero”. La bicicletta, infatti, non è vincolata al rullo e viene sfruttata anche la capacità di equilibrio esattamente come su strada. Sono i rulli spesso usati anche dai professionisti in riscaldamento prima di una gara o per il defaticamento post gara. Richiedono molta concentrazione per restare in equilibrio. Il modello Arion Mag di Elite ha 3 livelli di resistenza magnetica integrata. Anche i rollers sono disponibili in modalità interattiva.

Sui vantaggi dei rulli per il recupero attivo avevo già scritto in un precedente articolo: Recupero attivo:perché i rulli possono essere la soluzione giusta.

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