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Ciclabile della Val Venosta: cosa vedere pedalando da Resia a Merano

di Paola Brazioli
ciclabile della Val Venosta

Se state pianificando una vacanza in bici e volete pedalare su una delle belle ciclabili che si trovano nel nostro Paese, vi consiglio assolutamente la Ciclabile della Val Venosta!

La pista ciclabile della Val Venosta segue la Via Claudia Augusta (antica strada romana che attraversa le Alpi dalla Pianura Padana al Danubio) e si snoda per 86 chilometri lungo l’omonima valle, costeggiando il fiume Adige: dal passo Resia (1.504 m s.l.m.) al confine con l’Austria fino a Merano (330 m s.l.m.), tra castelli, frutteti, vigneti e città medievali. Se si percorre in questa direzione è particolarmente piacevole anche perché sempre in leggera discesa, a parte qualche breve salita, per un totale di 1.200 metri di dislivello negativo e 120 m di dislivello positivo. Per il ritorno si può sfruttare il trasporto pubblico.

Vediamo insieme alcune tra le cose più interessanti da vedere pedalando sulla Ciclabile della Val Venosta, da Resia a Merano.

Campanile sommerso del lago di Resia

Molti di voi avranno già visto almeno in foto il campanile di Curon, che si erge tra le acque, nel bel mezzo del lago di Resia. Un’immagine molto suggestiva che rimanda a vicende storiche del secolo scorso. Nel 1939 il regime fascista autorizzò la costruzione della diga che diede origine al lago, senza il consenso della popolazione. Nel 1950 le famiglie interessate dovettero abbandonare le abitazioni e i terreni. Il campanile, divenuto simbolo della Val Venosta, ci ricorda quella triste vicenda e allo stesso tempo rappresenta uno degli scorci più apprezzati dell’alto Adige e non solo.

ciclabile della Val Venosta

Città di Glorenza

Entrare nella Città di Glorenza è come fare un tuffo nel Medioevo. La più piccola città dell’Alto Adige è caratterizzata dagli antichi portici e dalla cima muraria edificata 500 anni fa e perfettamente conservata. Un tempo ospitava i mercanti con le loro attività commerciali, mentre oggi è meta dei visitatori che trovano ad accoglierli i caffè e i ristoranti del centro. In Val Venosta Glorenza è inoltre l’unico centro abitato dotato di portici. Da vedere sono gli edifici del Cinquecento e la piazza del Mercato con la fontana. Glorenza è attraversata dal fiume Adige.

Glorenza

Parco Nazionale dello Stelvio

Alcuni chilometri della Ciclabile della Val Venosta toccano anche il Parco Nazionale dello Stelvio, la cui cima più alta è l’Ortles con i suoi 3.905 metri. Il Passo dello Stelvio rappresenta uno degli itinerari ciclistici più belli e suggestivi di tutte le Alpi e del mondo, oltre ad essere il passo più alto d’Italia. Un’idea per i ciclisti più allenati potrebbe essere quella di soggiornare a Prato allo Stelvio (punto di partenza del passo), prima di procedere sulla ciclabile, e dedicare una giornata alla celeberrima salita che in 25 chilometri e 48 tornanti conduce a 2.760 metri di altitudine della Cima Coppi.

Passo dello Stelvio dalla Val Venosta
Foto: sul Passo dello Stelvio durante il mio viaggio stampa in Val Venosta lo scorso settembre.

Marmo di Lasa

Il marmo bianco di Lasa è il più resistente al mondo. Diversamente da altri tipi di marmo, quello di Lasa resiste al gelo e alle intemperie, e neppure il sale antigelo è capace di corroderlo. Fu utilizzato per la realizzazione della stazione della metro “Ground Zero” a New York ed è fonte di ispirazione per numerosi architetti e artisti nel mondo. In marmo di Lasa è anche il monumento della Regina Vittoria di fronte a Buckingham Palace a Londra. L’estrazione di questo marmo avviene nella cava più alta d’Europa. Dal 1929 si trasporta a valle su una ferrovia a piano inclinato. Chi si ferma a Lasa potrà ammirare i blocchi del prezioso marmo che ha dato vita anche ad un ricco artigianato artistico.

marmo di Lasa Val Venosta
Foto: IDM Alto Adige.

Castello di Castelbello

Questo pittoresco castello del XXII secolo sorge maestoso su un imponente sperone di roccia sulla sponda sinistra del fiume Adige. Documentato per la prima volta nel 1238, fu eretto dai Signori di Montalban. Successivamente nei secoli ha conosciuto uno stato di abbandono, martoriato dall’incuria e dagli incendi. Nel 2001 sono stati compiuti accurati lavori di restauro degli affreschi nell’abside e sulle pareti laterali. Di particolare interesse è la cappella del castello con affreschi romanici risalenti al XIV secolo. Da giugno a settembre nel castello vengono organizzate visite guidate e concerti. Informazioni e orari.

ciclabile della Val Venosta
Foto: IDM Alto Adige.

La chiesa di S. Procolo a Naturno

A Naturno si trova la chiesa di S. Procolo: una delle chiese paleocristiane più antiche dell’Alto Adige, costruita nel VII secolo in commemorazione di San Procolo, vescovo di Verona e poi acclamato patrono degli animali e protettore delle acque. Gli affreschi risalenti al VII secolo dopo Cristo sono gli unici affreschi del primo medioevo in tutta l’Europa continentale. Accanto alla chiesa il museo dedicato al santo: 1500 anni di storia suddivisi in quattro argomenti specifici quali l’epoca tardo antica, l’alto medioevo, il periodo gotico e la peste del XVII secolo. Informazioni e orari.

Città di Merano

Merano si distingue per i parchi e le passeggiate nel verde, i giardini botanici e i numerosi corsi d’acqua. Bellissima per l’ambiente naturale la Passeggiata lungo il Passirio. Nel centro storico meritano una visita gli storici portici medievali e gli edifici in stile liberty. Merano è particolarmente apprezzata per il clima mite (registra 300 giorni di sole l’anno) e le sue Terme che sorgono nel cuore della città. Una visita meritano anche i Giardini di Castel Trauttmansdorff che ospitano più di 80 ambienti botanici con piante da tutto il mondo. A Merano l’ambiente mediterraneo e alpino si incontrano.

Merano

Per saperne di più sulla Ciclabile della Val Venosta – caratteristiche e informazioni utili – vi consiglio di leggere l’articolo: Pista ciclabile della Val Venosta, percorso e informazioni.

Foto: le foto di questo articolo sono state state fornite da IDM Alto Adige, tranne la foto di anteprima e quella che mi ritrae sul Passo dello Stelvio.

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