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Nuovo Dpcm del 3 novembre: tanta confusione per chi va in bici

di Paola Brazioli

Col nuovo Dpcm del 3 novembre sono entrate in vigore nuove misure per fronteggiare l’emergenza, con disposizioni sempre più stringenti secondo livelli di gravità e rischio assegnati ai vari territori, dove per territori si intendono regioni.

Per quanto riguarda i territori in zona rossa, caratterizzati da “uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto” nel DPCM si afferma che: “è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori di cui al comma 1, nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. Sono comunque consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Il transito sui territori di cui al comma 1 è consentito qualora necessario a raggiungere ulteriori territori non soggetti a restrizioni negli spostamenti o nei casi in cui gli spostamenti sono consentiti ai sensi del presente decreto“. Più avanti poi si legge che: “è consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie; è altresì consentito lo svolgimento di attività sportiva esclusivamente all’aperto e in forma individuale“.

In breve bisogna restare a casa e spostarsi con autocertificazione solo per comprovate esigenze di lavoro, salute o necessità. Oppure per attività motoria in prossimità della propria abitazione o attività sportiva all’aperto. La stessa posizione confermata anche da Regione Lombardia.

Quindi nelle zone rosse si può andare in bici?

Sono tre i punti a mio parere che fanno nascere dubbi interpretativi. Il primo è dove si dice “in prossimità della propria abitazione” in quanto il termine prossimità è soggettivo e non oggettivo.

Il secondo punto è la differenza tra attività motoria e sportiva. Chi è preposto ai controlli, sulla base di quale criterio stabilisce se sto facendo attività motoria o sportiva? Dal tesseramento ad una società sportiva oppure …dall’abbigliamento?

Mettiamo di aver risolto il quesito precedente, nel caso di attività sportiva consentita all’aperto e in forma individuale cosa si intende esattamente? All’interno del Comune, della Regione oppure in prossimità della propria casa? I dubbi legati all’interpretazione della norma è particolarmente sentito da chi pratica attività (sportiva o motoria?) in bicicletta e quindi si trova nella necessità di fare qualche chilometro. Andare in bici implica degli spostamenti, almeno che non si pratichino discipline come il bike trial.

Purtroppo anche le FAQ non risolvono i dubbi. Nelle domande frequenti sulle misure adottate dal Governo con questo Dpcm relativamente alla domanda “Posso utilizzare la bicicletta?” si risponde: “L’uso della bicicletta è consentito per raggiungere la sede di lavoro, il luogo di residenza o i negozi che vendono generi alimentari o di prima necessità. È inoltre consentito utilizzare la bicicletta per svolgere attività motoria all’aperto nella prossimità di casa propria, mantenendo la distanza interpersonale di almeno un metro, o per effettuare attività sportiva, mantenendo la distanza interpersonale di almeno due metri.

A questo punto sembra che si possa usare la bicicletta per attività motoria e sportiva “in prossimità di casa propria” non essendoci specificato altro. Cosa direi impossibile, se si vuole usare la bicicletta come attività sportiva e mi viene da dire anche motoria. Almeno che per “in prossimità di casa propria” non si intenda l’intero territorio comunale. E a questo punto fortunato chi abita in un comune con territorio ampio e soprattutto idoneo ad una attività sportiva/motoria in bicicletta.

Appelliamoci al buon senso, ma quale?

L’interpretazione più diffusa leggendo sui social e su alcuni magazine di riferimento è che si possa andare in bicicletta restando all’interno dei confini comunali. Di interpretazione comunque si tratta. L’argomento naturalmente tiene banco ed è rilevante, anche perché le multe in caso di trasgressione sono salate: da € 280 a € 560 in caso di recidiva (denuncia penale invece per chi viola la quarantena). Qualcuno si è lanciato in interpretazioni ben più sottili come la differenza tra “spostamento” e “movimento” nel senso che sono vietati gli spostamenti, ma chi va in bicicletta per sport in realtà si muove e non si sposta, perché parte da un punto A e ritorna ad A.

Ma è davvero così importante andare in bicicletta, fare attività sportiva e motoria? Sì. Ve lo dice una che comunque in questo periodo si dedica volentieri anche ad altro, una che ha una grande passione per la bici e lo sport in generale, ma trova altrettanto piacevole scrivere un articolo oppure leggere un libro, stando a casa. L’attività fisica all’aria aperta è benefica non solo per il fisico, ma anche per la mente. Benessere psicofisico di cui abbiamo bisogno proprio per affrontare meglio questa situazione e il virus. L’emergenza sanitaria prima di tutto naturalmente, ma sono del parere che non dobbiamo rinunciare a vivere per colpa del Covid, bensì convivere con questo virus. Quindi la questione è semplice: chi ci governa dovrebbe mettere in atto misure che abbiano una logica e soprattutto chiare, indicazioni certe per vivere più sereni piuttosto che nel caos più totale. Perché è da mesi ormai che dobbiamo appellarci al buon senso, che si sa è molto soggettivo. Per me per esempio significa non espormi al contagio, quindi uscite in solitaria (o con congiunto), evitando luoghi affollati, mascherina sempre a portata di mano, giri poco impegnativi che non stressino il mio fisico o mettano a rischio la mia incolumità. Anche il buon senso però di fronte a delle sanzioni potrebbe non essere la strada giusta. A questo punto speriamo che qualche autorità intervenga chiarendo i dubbi.

Fase 2 in bici: consigli per uscite a prova di Covid.

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