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Piani di Artavaggio in mtb: da Moggio, con giro del Sodadura

di Paola Brazioli

Ai Piani di Artavaggio in mtb ma non solo. Il nostro percorso ci porterà infatti in mountain bike dalla Valsassina alla Val Taleggio passando per i Piani di Artavaggio, dove faremo il giro ad anello del monte Sodadura.

Questi in breve i passaggi: siamo saliti da Moggio (Lc), abbiamo raggiunto i Piani di Artavaggio, il Rifugio Nicola e da li imboccato il percorso ad anello che, facendo il giro del Monte Sodadura, riporta ai Piani di Artavaggio. Infine rientro a Moggio passando dalla Val Taleggio e Passo Culmine San Pietro. Tot. 44,6 km, +1.613 m. Vediamo il percorso nei dettagli.

Piani di Artavaggio in mtb
In foto: dall’ex rifugio Battisti ai Piani di Artavaggio durante il giro del Sodadura.

Da Moggio ai Piani di Artavaggio in mtb

Partiamo in bici da Moggio (890 m. s.l.m.) e seguiamo la strada asfaltata (SP 64) per la Culmine di San Pietro. Si tratta del valico che unisce la Valsassina alla Val Taleggio.

Esiste una strada di collegamento alle valli bergamasche: la strada provinciale 64 Prealpina Orobica, che dal comune di Moggio sale alla Culmine di San Pietro per poi discendere nella Val Taleggio.

La strada, sempre in salita, è panoramica e sinuosa, la pendenza sempre regolare. Dopo circa 5,5 km, prima di arrivare in cima, lasciamo la SP64 e prendiamo a sinistra l’ampia mulattiera che in 8 km circa ci porterà ai Piani di Artavaggio (1.649 m. s.l.m.). Il fondo è sterrato, in buone condizioni con qualche tratto in cemento, la pendenza media è di circa 5,5%. I primi chilometri sono in ombra, dopodiché si apre regalando scorci mozzafiato sulla Valsassina.

Piani di Artavaggio in mtb
In foto: salendo verso i Piani di Artavaggio la vista spazia sulla Valsassina.

La salita è costante fino al bivio per la Val Taleggio. Proseguendo per Artavaggio la strada diventa a tratti pianeggiante e negli ultimi chilometri in lontananza si scorge il Monte Sodadura dalla caratteristica forma piramidale.

Piani di Artavaggio in mtb
In foto: all’incrocio coi sentieri per la Val Taleggio e la Bocchetta di Maesimo, il Monte Sodadura visibile in lontananza.

Si raggiunge quindi un pianoro con animali al pascolo, un piccolo laghetto, e i Piani di Artavaggio visibili in lontananza.

Piani di Artavaggio in mtb
In foto: i Piani di Artavaggio in lontananza, si vedono distintamente i rifugi.

Ancora un paio di chilometri ed eccoci! I Piani di Artavaggio sono un balcone panoramico sulle montagne della Valsassina e sull’intero arco Alpino. Località frequentata in inverno dagli amanti delle ciaspole, dello sci da fondo e dello sci alpinismo.

Si può sostare in uno dei rifugi che si trovano a pochi passi dalla funivia, oppure procedere per il Rifugio Nicola (1.900 m. s.l.m.) dalla caratteristica architettura piramidale, raggiungibile in mtb tramite sentiero molto impegnativo. È proprio qui che dobbiamo arrivare per il nostro giro del Monte Sodadura.

Giro del Sodadura in mtb

Dai Piani di Artavaggio, mentre si pedala lungo il percorso che gira intorno al Monte Sodadura (anello del Sodadura), è un continuo su e giù di emozioni: da una parte la fatica per i continui saliscendi e qualche passaggio tecnico, dall’altra l’effetto “wow” del paesaggio. Un itinerario di 10 chilometri che per una serie di motivi, è proprio il caso di dirlo, ci ha fatto restare a bocca aperta.

Dai Piani di Artavaggio al Rifugio Nicola ci sono circa 200 metri di dislivello positivo. Il sentiero è ampio ma il terreno sassoso e la pendenza rendono questo tratto molto impegnativo.

Piani di Artavaggio in mtb
In foto: la salita al Rifugio Nicola è molto impegnativa.

La fatica è resa più dolce dal bel panorama sulla Valsassina e le Prealpi Orobie, tra cui svetta inconfondibile il Monte Resegone con il suo profilo “…, che in vero lo fanno assomigliare a una sega” come scriveva il Manzoni ne I Promessi Sposi.

vista sul Resegone dal Rifugio Nicola
In foto: panorama dalla salita al Rifugio Nicola.

Dopo una breve sosta al Rifugio Nicola, appena prima del sentiero che sale verso la cima del Sodadura, prendiamo il sentiero sulla sinistra: si tratta del sentiero 101 verso la “bocchetta di regadur”.

anello del Monte Sodadura in mtb
In foto: a sinistra il sentiero 101.

Il panorama sulle Alpi Orobie è da cartolina. In un continuo saliscendi, rapiti dalla bellezza della natura che ci circonda, arriviamo alla bocchetta di Regadur e subito dopo sulla destra incontriamo la baita Regina.

giro del Monte Sodadura in mtb
anello del Monte Sodadura in mtb
In foto: la Bocchetta di Regadur.
dai Piani di Artavaggio giro del Sodadura
In foto: dalla Bocchetta di Regadur inizia un tratto in discesa.

Da qui si scende verso l’ex rifugio Battisti e inizia forse il tratto più tecnico dell’intero percorso: il fondo smosso in sassi e le curve molto strette inducono in qualche punto a scendere dalla bici per non rischiare nulla.

ex Rifugio Battisti - Artavaggio
In foto: ex Rifugio Battisti.

Arrivati al Battisti, lo superiamo e prendiamo il sentiero basso cementato (quello più alto che parte appena prima del Battisti si congiunge successivamente a quello basso, ma non è tutto pedalabile). A questo punto ci aspettano un paio di chilometri davvero impegnativi, che mettono a dura prova le nostre gambe, sia per il terreno sempre sassoso, sia per la pendenza dei numerosi strappi.

verso i Piani di Artavaggio dal Rifugio Battisti
In foto: continui saliscendi negli ultimi chilometri verso Artavaggio.

Così fino a una pineta, cui segue l’ultimo tratto quasi pianeggiante prima di scorgere più sotto i Piani di Artavaggio.

giro del Sodadura, ai Piani di Artavaggio in mtb
In foto: vista sui Piani di Artavaggio nell’ultimo tratto in discesa.

Ancora un po’ di facile discesa ed è fatta! Giro del Sodadura completato, con enorme soddisfazione, sia per la bellezza del paesaggio, sia per il tipo di percorso che richiede un giusto mix di preparazione fisica e tecnica.

Piani di Artavaggio in mtb
In foto: pausa con pranzo al Rifugio Sassi Castelli.

Dai Piani di Artavaggio alla Val Taleggio

Dopo la sosta e il pranzo ai Piani di Artavaggio presso il Rifugio Sassi Castelli ripercorriamo il sentiero verso Moggio che avevamo fatto a salire, fino a raggiungere l’incrocio per la Bocchetta di Maesimo. Qui seguiamo le indicazioni per Vedeseta in Val Taleggio. A questo punto si comincia a perdere di quota con tratti in discesa, in qualche caso con fondo cementato, alternati ad altri pianeggianti.

dai Piani di Artavaggio in Val Taleggio in mtb
In foto: si scende in Val Taleggio.

La vista spazia sulla Val Taleggio (Bergamo) e le Orobie. Impossibile non fermarsi ogni tanto ad ammirare il paesaggio.

dai Piani di Artavaggio in Val Taleggio in mtb
In foto: panorama eccezionale anche scendendo in Val Taleggio.

La discesa non è difficile e in poco tempo si raggiunge Avolasio frazione di Vedeseta (820 m. s.l.m.). Qui ritroviamo la SP64 che, dopo un primo tratto ancora in discesa, salendo ci porterà alla Culmine San Pietro (1.300 m. s.l.m.) in 7 chilometri più o meno.

Passo Culmine San Pietro in bici
In foto: in Val Taleggio sulla strada per la Culmine San Pietro.

Procedendo sulla stessa strada scendiamo a Moggio: ultimi 6 km in discesa per terminare questa bellissima escursione ai Piani di Artavaggio in mtb, dalla Valsassina alla Val Taleggio, che ci ha fatto scoprire uno scenario fantastico intorno al Monte Sodadura.

Moggio – Artavaggio – Anello del Sodadura – Artavaggio – Val Taleggio – Culmine San Pietro – Moggio

Il percorso complessivamente è molto bello, il panorama regala un crescendo di emozioni man mano che ci si alza di quota. Qualche difficoltà sul sentiero intorno al Sodadura con alcuni passaggi che richiedono di procedere con bici a mano. L’itinerario completo è da considerarsi difficile soprattutto per l’impegno fisico. In ogni caso tra i migliori percorsi in mtb in Valsassina per la bellezza dell’ambiente naturale. Tipo di terreno: 44% su superficie asfaltata, 55% su sterrato.

Total distance: 44612 m
Total climbing: 1613 m
Scarica la traccia GPS

Se ti è piaciuto questo articolo e il percorso ai Piani di Artavaggio in mtb, continua a seguirmi per altre avventure in bici!

Questo invece è il racconto di un’ escursione sulla neve, sempre da Moggio: Metti una domenica ai Piani di Artavaggio in fat bike.

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