La prossima domenica avrò il piacere di assistere da spettatrice ad una gara di ciclocross in Belgio: la prova del Superprestige a Gavere, gara UCI di categoria C1. Si tratta di un viaggio stampa interamente dedicato a una disciplina, il ciclocross, che mi ha sempre affascinato. Oltre alla gara ci sarà anche test bike e la possibilità di intervistare gli atleti.

Il ciclocross per molti è soprattutto quella cosa da fare in inverno tra una stagione e l’altra, per allenare forza e resistenza. È così per diversi ciclisti su strada e soprattutto biker. In Italia il connubio mountain bike/ciclocross è sempre stato forte e spesso i campioni della ruote grasse sono gli stessi che si contendono il titolo nelle gare di ciclocross. Basti pensare nel passato recente a Marco Aurelio Fontana, più vuole campione italiano in entrambe le discipline. Oppure in ambito femminile alla sempre forte Eva Lechner, atleta di punta della nazionale italiana di mountain bike, che sta ottenendo grandi risultati nel ciclocross, come il secondo posto assoluto nella precedente prova del Superprestige, preceduta solo da un’altra atleta italiana, Alice Maria Arzuffi. In Belgio però il ciclocross è qualcosa di più, è sport nazionale. Potremmo dire “una fede”.

Come si svolge una gara di ciclocross?

Se cercate su google delle immagini che rispondano alla voce “ciclocross” vedrete tante foto con un elemento in comune: tanto fango! Le competizioni si svolgono su circuiti ad anello, di pochi chilometri, su strada e fuori strada, su terra o erba, da ripetere più volte per un tempo stabilito a seconda delle categorie. I percorsi sono molto nervosi con curve a gomito, brevi salite e discese oltre ad ostacoli che spesso costringono gli atleti a procedere con la bici in spalla. Il fondo si presenta nella maggior parte dei casi molto fangoso ma privo di rocce, radici e asperità tipiche della mountain bike, perché le bici da ciclocross non sono ammortizzate e non hanno ruote con un’ampia sezione.

foto: cicloweb.it

L’UCI ha fissato naturalmente delle regole per le gare di questa specialità, tra cui la lunghezza del percorso che deve essere di minimo 2,5 km e massimo di 3,5 km. Sempre nel regolamento si legge per esempio che “Sul percorso si può prevedere un numero limite di sei ostacoli di cui al massimo uno artificiale. Per ostacolo s’intende qualsiasi tratto naturale del percorso che induca (ma non obblighi) l’atleta a scendere dalla bicicletta. La lunghezza di un ostacolo non deve superare gli 80 metri. Sono vietate le scalinate da percorrersi in discesa. L’ostacolo artificiale, laddove presente, deve essere composto da due tavole disposte a 4 metri una dall’altra e devono essere compatte su tutta l’altezza massima di 40 cm”.

Una stagione entrata nel vivo

Diverse le gare a livello nazionale. Sul sito della FCI trovate l‘elenco delle prove italiane. In ambito internazionale oltre alla prove di Coppa del Mondo c’è naturalmente il Campionato del Mondo e quello Europeo che si correrà il prossimo 10 novembre a Silvelle in provincia di Padova. Importante circuito internazionale inserito nel calendario UCI è poi il Superprestige: otto prove da ottobre a febbraio, in Olanda e Belgio. La stagione di ciclocross è entrata nel vivo e quella che si disputerà domenica prossima a Gavere, a cui avrò il piacere di assistere, sarà la terza prova del Telenet Superprestige.

foto: ciclocross.federciclismo.it

Il ciclocross in Belgio

Notoriamente terra di ciclisti, il Belgio non solo ha dato i natali a campioni del ciclismo su strada del calibro di Eddie Merckx, solo per citare il più famoso, ma è anche la patria del ciclocross, lo sport nazionale che richiama a sé un folto pubblico ad ogni gara. Basta guardare qualche immagine per capire che parliamo di un pubblico da stadio. Non sorprende dunque che in passato e anche ora ai vertici delle classifiche ci siano numerosi atleti belgi.